Ora fa pure la vittima

Roberto Speranza, lo sfogo dopo il no alla sfiducia: "Sono un capro espiatorio da offrire a gente disperata"

Come prevedibile, la mozione di sfiducia nei confronti di Roberto Speranza, non è passata. Lo sapeva, Giorgia Meloni, che con la sfiducia ha cercato di forzare il centrodestra contro il ministro. Lega e Forza Italia hanno respinto la mozione ma, stando a rumors e indiscrezioni di stampa, avrebbero ottenuto in campio lo spostamento del coprifuoco a metà maggio. Dunque, Roberto Speranza dice di essere uscito "determinato e sicuro" dall'aula del Senato. Si dice convinto di aver sempre risposto "al Paese, alla Costituzione e alla mia coscienza". "In tutto il mondo" dice Speranza "i ministri della Salute sono la voce dei medici, degli infermieri e degli scienziati, che invitano a non sottovalutare i rischi delle riaperture".

 

 

L'esponente di Leu ha poi affermato che il nemico da battere non è lui, ma il virus. "La politica non è un gioco d'azzardo sulla pelle dei cittadini" si è sfogato Speranza e si è sempre dichiarato "sereno, determinato e sicuro. Vado avanti senza paura" diceva ancor prima della votazione della mozione di sfiducia. In seguito alle molteplici minacce ricevute sui social e anche recapitate per posta, Speranza - secondo quanto riportato in un retroscena sul Corriere della Sera -ha affermato di sentirsi il "capro espiatorio da offrire a gente disperata". 

 

 

Il ministro della Salute si è poi detto perplesso del leader della Lega, in quanto non lo attaccava quando era al governo con Conte, mentre adesso, incalzato da Giorgia Meloni, ne ha fatto il suo bersaglio preferito: "Ora che è in difficoltà, io sono diventato il demonio" avrebbe commentato Speranza con il suo inner-circle. Adesso, Matteo Salvini invoca la commissione d'inchiesta sulla gestione della pandemia. E basterebbe infatti leggere il libro dello "scrittore" Speranza, ritirato dal mercato italiano il giorno prima della sua uscita, per capire eventuali buchi nella gestione pandemica da parte del ministro. Insomma, Speranza resta ancora nel mirino. Eccome.