A Controcorrente

Giorgia Meloni, "una follia". Draghi, Quirinale e governo, "questa non si chiama democrazia"

Almeno su una cosa Giorgia Meloni la pensa come Antonio Tajani: "Se Mario Draghi va al Quirinale il governo resta in carica? Mi sembra folle. I cittadini italiani possono dire la loro o no? Ci interessa cosa hanno da dire? Non ci frega più niente, se è così, signori, abbiamo un problema. Questa non si chiama democrazia". 

 

 

 

 



La leader di Fratelli d'Italia, ospite di Controcorrente su Rete 4, dice no alle ipotesi ventilate nelle ultime ore. Draghi presidente della Repubblica e al suo posto a Palazzo Chigi, come garante dell'attuale schema politico e nei confronti dell'Unione europea, il ministro del Tesoro in carica Daniele Franco. Uno scenario ipotizzato, secondo un retroscena di Repubblica, al pranzo di compleanno del guru Pd Goffredo Bettini a cui ha partecipato anche Gianni Letta, consigliere storico di Silvio Berlusconi. Da Forza Italia, Tajani si è sentito in dovere di precisare che è impossibile ipotizzare che la maggioranza regga senza Draghi premier. Dal canto suo, Matteo Salvini ha già messo le mani avanti: la Lega "è pronta a tornare al voto in qualsiasi momento". Anche se, va detto, nel Parlamento la posizione di Lega e FdI appare minoritaria.

 

 

 

 

 

 

"C’è un rapporto molto cordiale e franco con Draghi - ha poi spiegato la Meloni -. Abbiamo parlato a lungo l’ultima volta che ci siamo visti, al netto dei temi concreti, la priorità va alla manovra. Io sono molto preoccupata perché il Governo è fuori tempo massimo per la presentazione in Parlamento. Va bene l’autorevolezza di Draghi, ma in una Repubblica parlamentare non possiamo decidere che il Parlamento non serve più niente. Se continua così il Parlamento non valuterà la manovra".

 

 

 

 



Quindi rilancia il presidenzialismo: "Credo che oggi abbiamo un problema: il Parlamento viene completamente bypassato e i governi hanno difficoltà perché rimaniamo Repubblica parlamentare. Il presidenzialismo è una grande sfida, è la madre di tutte le grandi riforme che si possono fare in Italia – ha aggiunto -. Vuoi fare veramente la riforma della giustizia o della burocrazia? Serve il presidenzialismo ed è la campagna che intendo fare".