Cambia tutto?

Matteo Salvini a Cernobbio, il retroscena: quali complimenti ha incassato

E. Pa.

 La diffidenza, intesa come scetticismo o mancanza di fiducia, è una brutta bestia da aggredire. Molto spesso non bastano le migliori intenzioni per avere ragione delle peggiori convinzioni. E i protagonisti del Forum Ambrosetti di Villa D'Este, sia attori che comparse, hanno sempre avuto un certo pregiudizio nei confronti della Lega e del suo leader, Matteo Salvini. Stavolta, però, il velo è caduto. Le proposte economiche messe su tavolo dall'ex ministro dell'Interno, riassumibili nel maggior impegno di Bruxelles contro la crisi un serio confronto sulle sanzioni alla Russia, partendo dalle indicazioni del capo dello Stato, Sergio Mattarella, hanno scaldato l'anima e il cuore di partecipanti ai lavori Cernobbio. 

 

Fra banchieri e imprenditori, manager e ecnomisti, sono iniziati a correre sguardi d'intesa, indicazioni di assenso, come non era mai avvenuto in passato. Certo, la maggior parte di loro si è espressa usando i canali riservati, messaggi Whatsapp o mail, passaparola e biglietti personali, ma il muro della diffidenza è crollato. O, quantomeno, non è più solido come la barriera di Berlino ai tempi della guerra fredda. «Il tuo messaggio a sostegno del Paese è passato», fanno sapere a Salvini vari imprenditori, rimasti sorpresi dal cambio di passo del leader del Carroccio. Soprattutto ha colpito il passaggio in cui, rimarcato anche durante l'apparizione televisiva su Rai Tre da Lucia Annunziata, Matteo ha sottolineato come si stia parlando strumentalmente di Russia.

 

Insomma, qualcosa è cambiato fra i protagonisti del Forum, una platea sempre molto aderente alle mode del momento, ma sufficientemente attrezzata nel cogliere le novità e le proposte basate sulla concretezza. Certo, da qui a dire che vi sia una sostanziale adesione alle ricette economiche della Lega da parte chi muove capitali e fa girare le imprese è oggettivamente difficile da sostenere. Su alcuni capitoli le distanze restano. Ma rispetto alla crisi ucraina e alle sanzioni nei confronti della Russa il clima è radicalmente cambiato. E non si tratta di un mero calcolo di bottega, essendo una soluzione di corto respiro, ma di una lettura dei fatti. Dunque di previsione. E Salvini, tanto a In mezz' ora in più, su Rai Tre, quanto a Cernobbio, ha provato a delineare una prospettiva, a prefiguare un'orizzonte. «Ti garantisco che in una platea non semplice, forse per qualche pregiudizio, sei stato davvero brillante ed efficace», evidenzia uno dei tanti messaggi arrivati al leader della Lega. 

Dimostrazione plastica di come la concrettezza paghi sempre. Meglio ancora fa uno dei massimi esperti, e consulenti italiani, su problemi di energia e materie prime. «Visto che i giornali non ve lo dicono ve lo dico io», scrive su Twitter Gianclaudio Torlizzi, «il punto di vista delle imprese è molto semplice: "Questa guerra non l'abbiamo chiesta noi. Pertanto lo Stato/Ue ci devono sostenere. Sennò chiudiamo". Ci vuole un PhD per capirlo?». A Cernobbio l'hanno ben compreso...