Eredità fallimentare

Valditara svela la menzogna dell'Azzolina: "Cosa ha fatto credere all'Italia"

"Lo abbiamo fatto nel modo più indolore possibile". Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, su La Stampa, respinge le accuse delle opposizioni per la misura inserita nella manovra di bilancio che provocherà la riduzione di 700 scuole in due anni. La riduzione sarà graduale e, spiega, si interviene "solo sulle strutture giuridiche, cioè sulle dirigenze scolastiche, non sulle strutture fisiche. I plessi attuali sono 40.466 e rimarranno 40.466. Gli studenti continueranno ad andare negli stessi luoghi fisici con gli stessi laboratori, le stesse aule, le stesse strutture". 

 

 

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Le responsabilità di questo intervento obbligato sono da rintracciare, in parte, nell'operato di chi ha preceduto Valditara al Ministero. Gli ex ministri Lucia Azzolina e Patrizio Bianchi, che negli anni scorsi avevano abbassato la soglia, "hanno illuso il mondo della scuola, facendo credere che si potessero creare nuove istituzioni scolastiche, ma facendosene carico per soli 3 anni. Scaduta quella disciplina temporanea e transitoria, oggi in contrasto con il Pnrr, se non fossimo intervenuti si sarebbe arrivati a una disciplina più penalizzante per ben 90 posizioni di dirigente scolastico e direttore amministrativo".

 

 

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Saranno le scuole in quanto istituti giuridici a subire un calo di circa 700 istituti in due anni. Il ministro smentisce la principale delle accuse e delle paure emerse in questi giorni da parte dei sindacati e dei genitori e prova a spiegare quali saranno gli effetti positivi, invece, del ridimensionamento. Al ministero hanno operato una media tra il minimo e il massimo e sono arrivati alla cifra di 900 alunne e alunni per garantire alla scuola un'autonomia giuridica. Per arrivare a questa soglia sarà quindi necessario accorpare più scuole. Un provvedimento necessario per rispettare una delle condizioni poste dal Pnrr per l'erogazione dei fondi, si giustifica il ministro.

 

 

 

Entro il 31 dicembre l'Italia deve "adeguare la rete scolastica all'andamento anagrafico della popolazione studentesca", quindi la riforma inserita nella manovra "si pone l'obiettivo di armonizzare la distribuzione delle Istituzioni scolastiche a livello regionale con l'andamento della denatalità". Le scelte del Ministero, quindi, spiega Valditara, "vanno nella doppia direzione di mitigare gli effetti delle normative precedenti e di osservare i vincoli dell'Europa in attuazione del Pnrr: non si può essere europeisti a corrente alternata, solo quando non costa alcuno sforzo".