Il Doge

Luca Zaia, sfottò ad Elly Schlein e Pd: "Temo per il mio 77%"

Alessandro Gonzato

Rivendica un risultato storico, il governatore leghista del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, governatore uscente e rientrante: «Nel 2022, perla prima volta, grazie alle politiche per la famiglia in cui abbiamo investito il 300% in più siamo riusciti a fermare il calo demografico, non succedeva da decenni. Ci sono state 2 nascite in più rispetto ai decessi. Dovrà essere una delle sfide principali dell’Europa dei prossimi anni». Fedriga è al centro del palco allestito a Palazzo d’Aronco, sala Ajace, a Udine, insieme a tutti i governatori leghisti schierati in forze: il veneto Luca Zaia, il lombardo Attilio Fontana, il collega del Trentino Alto Adige Maurizio Fugatti, il presidente Christian Solinas che fa parte del Partito d’Azione Sardo ma di fatto è della Lega, l’umbra Donatella Tesei e il sindaco di Udine Pietro Fontanini, anche lui ricandidato come Fedriga.   

 

 

 

La Lega è riunita anche per lui. Si vota il 2 e 3 aprile. Fedriga è uscente e rientrante, dicevamo, perché fino a quando i sondaggi si potevano pubblicare veleggiava come alla Barcolana, spettacolare regata che si tiene la seconda domenica d’ottobre nel golfo di Trieste e che l’ex enfant prodige della Lega ormai diventato grande ripresenterà in autunno. Cinque anni fa Fedriga con tutta la coalizione di centrodestra a suo traino vinse col 57% stracciando lo sfidante del Pd, dietro di 30 punti. L’obiettivo è di ripetersi. Zaia, durante l’evento di Udine moderato dal condirettore di Libero Pietro Senaldi, ci scherza su: «Max è un campione, sono preoccupato che domenica mi tolga il 77%», record che il “doge” ha stabilito nel 2020.   

 

 

 

PARTITA INTERNA

Il centrosinistra in base alle previsioni è destinato a non toccare palla: Pd e Movimento 5Stelle si presentano uniti con in più Verdi e Sinistra Italiana, e il candidato è Massimiliano Moretuzzo. Il Terzo Polo arriverà terzo, portabandiera Alessandro Maran. C’è una quarta candidata legata ai No-Vax, Giorgia Tripoli. È una partita tutta interna al centrodestra, un derby, ma è una competizione amichevole. Oggi arriveranno tutti i leader nazionali: a Udine, in piazza Venti Settembre, alle 17.30 assieme a Fedriga, oltre a Salvini ci saranno il premier Meloni e il ministro degli Esteri e coordinatore di Forza Italia, Tajani. Fedriga, 42 anni, è in Lega da quando ne ha 15, ed è stato anche capogruppo alla Camera. Nel 2018 Fedriga era sostenuto da tutta la coalizione, ma la sua civica non c’era. C’è grande curiosità per capire quanti voti prenderà. «Competizione tra me e Fedriga? Non c’è», ha risposto nel pomeriggio ad alcuni cronisti Salvini. «C’è solo il centrodestra contro il centrosinistra e contiamo di prendere due volte i loro voti».  

 

 

 

 

COLPI ALLA SINISTRA

Il leader leghista ha pubblicato sui social un video per arringare il suo popolo: «I media non ne parlano, ma domenica e lunedì in Friuli Venezia Giulia si vota. Grazie al buongoverno targato Lega, Fedriga è pronto a stravincere e guidare questa meravigliosa terra per i prossimi 5 anni. Ora tocca a voi: basta una “x” sul simbolo Lega per confermare la concretezza, il buonsenso e il lavoro». Ha poi rilanciato, durante la manifestazione di partito: «Non c’è 2 senza 3. Aspettiamo anche qui la vittoria della coalizione». Il riferimento è alle recenti vittorie in Lombardia e Lazio. Argomento caldo l’autonomia. Il Friuli Venezia Giulia ha lo statuto speciale. Il Veneto è la regione capofila della battaglia: «Vogliamo l’applicazione della Costituzione», ha sottolineato Zaia, «se vedi i tuoi cittadini costretti a curarsi nelle nostre regioni, se non hai l’acqua nelle tue città, dovresti essere il primo a chiedere l’autonomia. Al Sud non l’hanno votata solo i governatori del centrosinistra che sono tre». Per il governatore veneto è la madre di tutte le battaglie. Torniamo a Fedriga. «Inizialmente non volevo fare il presidente di Regione, ma è stata una delle esperienze più belle. Sono stati anni complicati, ci sono stati la tempesta Vaia, il Covid, il caro energia, poi incendi, siccità, inflazione, ma ora registriamo il più alto tasso di occupazione degli ultimi 15 anni. Siamo i primi per export e nel 2022 sono stati superati i dati del turismo in Friuli Venezia Giulia rispetto all’anno record 2019». Il lombardo Fontana non le manda a dire alla sinistra: «Hanno tentato in tutti i modi di costringermi a dimettermi, perché era l’unica opportunità che avevano di vincere. Non ce l’hanno fatta». ​