Da che parte stanno

M5s, Ascari spara contro Israele: "Genocidio a Gaza"

Elisa Calessi

Come si combatte il terrorismo? «Non in questo modo», mette in chiaro Stefania Ascari, M5S, riferendosi a Israele. È in corso il dibattito alla Camera dei deputati sulle mozioni riguardanti il conflitto in Medio Oriente. L’occasione di dibattito nasce da un’iniziativa del Pd, a cui si sono unite anche le altre opposizioni. Obiettivo: costringere il governo a rispondere sul disastro umanitario che sta accadendo a Gaza. Il tentativo voleva essere di mettere in difficoltà la maggioranza. Il primo problema è che il dibattito inizia nel giorno sbagliato. Proprio mentre comincia, infatti, il ministero della Difesa fa sapere che in serata arriveranno a Ciampino i primi bambini palestinesi, accompagnati dai genitori, bisognosi di cure, che il governo italiano assisterà in tutte le fasi. Secondo problema: doveva essere una occasione per mostrare l’unità delle opposizioni.

Invece le mozioni sono tre: Pd, M5S e Azione. Non solo: il M5S, come anticipato, fa sapere che presenterà una nuova mozione, perché «sono intervenuti nuovi fatti». La principale modifica, rispetto a un testo che prima era molto simile a quello del Pd (si chiedeva una maggiore iniziativa diplomatica, il riconoscimento del principio «due stati due popoli» e il cessate il fuoco), è che si invita il governo a promuovere una iniziativa a livello europeo per la «sospensione della vendita, della cessione e del trasferimento di armamenti allo Stato di Israele, in conformità con le indicazioni dei trattati internazionali». Un passaggio, fanno notare perfidamente dal M5S, che nella mozione del Pd non c’è. Come dire: presentiamo una mozione cambiata per distinguerci ancora di più dal Pd (che su questo è molto prudente, visto che Elly Schlein ha già provocato una bufera con una frase a Gubbio che diceva questo).

 

 

 

Resta invece, nella mozione dem, nonostante lo scandalo che ha colpito l’agenzia Onu per i rifugiati (12 di loro si è scoperto erano coinvolti negli attentati del ottobre), la richiesta di «ripristinare i fondi per le Ong italiane che operano in Palestina e in Israele, così come i contributi nell’anno in corso all’Unrwa». Ma torniamo a Stefania Ascari, M5S. «Il terrorismo», spiega, «si combatte, eliminandone le cause». E qual è la principale causa del terrorismo compiuto da Hamas? «È l’occupazione illegale di territori altrui», l’esistenza di un «popolo che da oltre 0 anni è profugo in casa propria» e che è circondato «da colonie illegali». La causa dell’esistenza di Hamas è il fatto che «Gaza è sotto assedio, è un luogo in cui il diritto internazionale è sospeso», una «sacca di impunità in cui si normalizza l’uccisione di civili». Pausa. «Domando: se ai palestinesi fossero stati riconosciuti i diritti basilari, quello di esistere, se fossero stati trattati da essere umani, se avessero una terra, sarebbe stato semplice per Hamas reclutare?». No.

 

 

 

Finale: «Il 90% di Hamas è fatto da orfani». Persino Nicola Fratoianni, Avs, che difende la causa palestinese da quando Ascari andava all’asilo, è stato più prudente: «È stato negato da troppi anni il diritto dei palestinesi ad avere un loro Stato», ha spiegato, salvo però aggiungere che «in questo Parlamento abbiamo condannato senza ambiguità l’attacco del ottobre. Ma dopo il ottobre si è prodotto a Gaza l’inferno». E «il diritto umanitario internazionale, invocato come limite del diritto di difesa, è violato quotidianamente». Anche il «giudizio del Tribunale dell’Aja segnala una criticità ormai insostenibile». Al confronto, gli interventi del Pd impallidiscono. A illustrare la mozione dem, infatti, è stato Enzo Amendola, scuola riformista. Il quale aveva chiesto al governo di «non assistere dinanzi a una tragedia, senza promuovere alcuna iniziativa diplomatica». Aveva condannato i fatti del ottobre, «data per noi indimenticabile», in cui si sono consumati «atti orrendi» che chiedono giustizia. Aveva definito Hamas «organizzazione terroristica che non ha mai rinunciato alla distruzione di Israele». Ma, aveva aggiunto, da quella data si è aggiunto «l’assedio totale alla Striscia di Gaza», che ha causato «migliaia di vittime innocenti, soprattutto bambini, non assimilabili ai protagonisti dell’orrore del ottobre». Per questo, concludeva, «chiediamo al governo di agire». Quanto allo scandalo che ha colpito l’agenzia delle Nazioni Unite, si era limitato a dire che il «dibattito è molto scivoloso, da parte nostra non c’è nessuna giustificazione per gli atti singoli, ma serve una ragione politica».

Si concludeva il dibattito con Valentina Grippo, Azione, che chiedeva una road map «nell’Ue, negli altri organismi internazionali, all’Onu» per arrivare alla pace. La maggioranza ha fatto sapere che presenterà una sua mozione. Il voto - a questo punto scontato nell’esito - ci sarà alla fine di questa settimana o, forse, slitterà alla prossima.