Crac

Basilicata, il dem Chiorazzo contro il M5s: "Grillini come Soru"

"I Soru della Basilicata". Angelo Chiorazzo, indicato dal Pd lucano e da Basilicata Casa Comune alla presidenza della Regione, definisce così i Cinque Stelle che si stanno mettendo di traverso sulla sua candidatura affossando di fatto quel campo largo che ha permesso alla grillina Alessandra Todde di essere eletta governatrice della Sardegna. Il dem, ai microfoni di "Un giorno da pecora" su Rai Radio 1, ha escluso un passo indietro convinto che solo uniti si vince. "No, no, non mi ritiro. Noi siamo pronti. Resto candidato anche senza i Cinque stelle", ha assicurato Chiorazzo. "Se non mi sosteranno, pazienza. Ce ne faremo una ragione", ha aggiunto il candidato in pectore del Pd convinto che "Con me si vince". 

Chiorazzo rispondendo alle domande di Giorgio Lauro e Geppi Cucciari ha spiegato che "nel Pd sono contentissimi, solo una piccola parte ha qualche dubbio ma in un grande partito è normale. Ma anche nei Cinque Stelle c'è chi è favorevole al mio nome. Mi sostengono anche i Verdi, il Centro democratico e + Europa. E Italia Viva sta nella coalizione solo se ci siamo noi". Quanto a Roberto Speranza, Chiorazzo ci tiene a precisare di non essere un suo uomo spiegando che "a lui sono legato da un rapporto di profonda stima, anche per come ha gestito la pandemia" e se si candidasse "sarei contento e ci confronteremo alle elezioni". 

 

 

Il fondatore della cooperativa Auxilium, che ha cominciato la sua campagna elettorale lo scorso 16 dicembre, con un incontro in un albergo di Potenza ha assicurato che lui procede senza tentennamenti: "Stiamo lavorando alle manifestazioni c'è un numero di persone che non si vedeva da 30 anni. Cinque Stelle o no, io rimango ricandidato". Se la sinistra si dividesse potrebbe spianare la strada alla vittoria del centrodestra? "È un rischio", ha ribattuto Chiorazzo, "vorrà dire che i Cinque Stelle poi dovranno spiegare la loro scelta. Rischiano di diventare i Soru della Basilicata".