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Pd, Franceschini scarica Schlein: "Io non firmo"

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Un primo, fragoroso strappo nel cuore del Pd: non resterà senza (gravi) conseguenze politiche la decisione della segretaria Elly Schlein di baciare la pantofola a Maurizio Landini e appoggiare il referendum della Cgil contro il Jobs Act. Come riporta Maria Teresa Meli nel suo retroscena, Dario Franceschini ha comunicato al Corriere della Sera, il suo passo indietro: "No, non firmerò". E se si muove l'ex ministro della Cultura considerato da molti l'eminenza grigia del Nazareno, difficile che il suo resti un caso isolato.

Franceschini, è bene ricordarlo, è stato il primo big del partito a schierarsi a favore della Schlein nelle primarie contro il governatore dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini. Un appoggio che ha cambiato le carte in tavola nella sfida di inizio 2023, quando la percezione generale era che Elly fosse "solo" una spina nel fianco dell'apparato. Invece, l'apparato alla fine ha seguito l'esempio di Franceschini schierandosi entusiasticamente (e in maniera molto sospetta) al fianco dell'outsider. Ecco perché, ora, questo potrebbe essere il segnale: il vento sta cambiando e i capi-partito stanno scendendo velocemente dal carro della leader. 

 

 

 

Un esempio? Un altro fan della Schlein come Andrea Orlando, sempre alla Meli, si dice incerto: "Sto riflettendo se firmare. Francamente penso che i parlamentari, avendo altri strumenti, possano anche esimersi dal sottoscrivere questo referendum". Critico Matteo Orfini, di cui la giornalista del Corsera sottolinea il recente riavvicinamento alla segretaria: "Io sono all’antica, immagino che ne discuteremo in Direzione dopo le Europee. Sa, sono obsoleto...". Sicuramente contrario il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, esponente dell'ala moderata e riformista del partito sempre più insofferente: "Sembra una cosa coerente con la storia politica di Schlein. Siccome firmare sarebbe totalmente incoerente con la mia storia politica, io sicuramente non firmerò. Penso che il Jobs Act non abbia in alcun modo aumentato la precarietà che anzi è diminuita negli ultimi dieci anni". Come lui la pensa Lia Quartapelle, in dubbio il sindaco uscente di Firenze Dario Nardella.

 

 

 

Per il momento, al Nazareno stanno pensando di raccogliere le firme alle Feste dell’Unità. A placare gli animi degli scettici ci pensa, per il momento, il presidente dem Bonaccini, che elogia la Schlein per la proposta di legge sulla sanità. Un asse che non deve destare troppo stupore: il governatore sconfitto alle primarie è stato ricompensato qualche settimana fa con una bella candidatura alle europee di giugno, che si tradurrà quasi certamente in una prestigiosa poltrona all'Europarlamento. Meglio non polemizzare troppo con la capa.

 

 

 

 

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