La Lega è pronta a tornare a rivivere il Ferragosto a Ponte di Legno. Otto anni dopo l’ultima edizione, nel 2026 potrebbe tornare la “festa d’estate” che è un pezzo importantissimo nella storia del Carroccio. Secondo alcune indiscrezioni l’input sarebbe arrivato direttamente da Matteo Salvini, per rafforzare il nuovo corso che porterà la Lega dritta alle Politiche del 2027. Il ritorno a Ponte di Legno, infatti, si inserisce non solo nella tradizione del Carroccio, ma anche nella collana di manifestazioni che Salvini sta organizzando per riportare il partito sul territorio. Perché va bene stare nei palazzi a governare, ma guai a perdere il contatto con la realtà. Perché la Lega era, è e deve restare “di lotta e di governo”.
Il calendario leghista, ad oggi, è già abbastanza denso: si parte il 21 febbraio al Passo del Tonale, con la manifestazione “Si scia senza Sharia” organizzata dalle europarlamentari Silvia Sardone, Susanna Ceccardi e Anna Maria Cisint; si prosegue poi Bologna, a marzo, per parlare di immigrazione e preparare la grande manifestazione di piazza del 18 aprile a Milano, in piazza Duomo. E poi, appunto Ponte di Legno. L’organizzazione si sta muovendo in queste ore, ma indiscrezioni parlano di una due giorni (14 e 15) all’insegna della politica. Al momento non si conoscono ancora i dettagli, ma è probabile che interverranno come al solito i big del partito. Con la chiusura che sarà ovviamente affidata a Matteo Salvini.
L’ERA DEL SENATUR...
Il binomio Ponte di Legno-Lega, inutile nasconderlo, fa affiorare immagini e ricordi di una politica che oggi è molto cambiata. L’ideatore e il motore di tutte le edizioni è stato l’indimenticato Bruno Caparini, volto storico del Carroccio che considerava «il mio sogno di libertà», e amico fraterno di quell’Umberto Bossi che aveva fatto di Ponte la sua casa delle vacanze estive e invernali. Nelle foto di repertorio lo si vede a passeggio con la moglie Manuela e i tre figli. Nella casa che Caparini gli metteva a disposizione, ancora oggi sugli stipiti delle porte ci sono le tacche a segnare, anno dopo anno, la crescita di Renzo, Eridano Sirio e Roberto Libertà.
La tradizione del Ferragosto al Ponte nasce quasi per caso nel 1990. A Ponte negli anni precedenti si svolgeva già la “Festa d’inverno”, con Bossi che si destreggiava sugli sci «convinto di essere bravo, ma insomma...», ricordano da quelle parti. E allora Bruno Caparini disse: «Perché non farne una anche d’estate, tanto Umberto è sempre qui». Il primo anno il comizio si svolse sotto un tendone costruito dai militanti. La location era appena fuori Ponte di Legno a ridosso della superstrada e quando Bossi iniziò a parlare le macchine si fermarono accostando per ascoltarlo, creando un ingorgo mai visto. Del resto quelli erano gli anni ruggenti del Carroccio in bilico tra Federalismo e Secessione e quello di Ponte di Legno divenne il palco ideale per dare il via alla stagione politica post-vacanze.
Qui nacquero alcune delle frasi celebri di Bossi. In piena Tangentopoli disse: «I giudici sono la cura, ma la guarigione è la Lega»; nel 2011 (l’ultimo da segretario), commentando il debito pubblico sentenziò: «L’Italia è finita». Poi, giù dal palco, anche nei giorni precedenti, l’Umberto amava far notte coi militanti, improvvisando comizi e lezioni di storia e politica. Sigaro in bocca e Coca-Cola a portata di mano. Non prima, però, di essersi intrufolato in cucina per mangiare la trippa cucinata da un militante che faceva il cuoco.
...E QUELLA DEL CAPITANO
A riprendere la tradizione Ferragostana di Ponte di Legno è stato Matteo Salvini, che qui c’era venuto fin da giovane militante e che con la festa di Ponte di Legno ci è cresciuto, anche politicamente, fino a passare dal parterre al palco, come “padrone di casa”. Anche lui, come Bossi, non si è mai negato all’affetto dei militanti, che si mettono in fila per scattare un selfie con lui. E grazie a Matteo il Ferragosto a Ponte è tornato a rivivere i suoi fasti, superando anche Bossi, col palazzetto dello Sport strapieno di gente, venuta da tutta Italia per ascoltarlo.
Poi i tempi della politica hanno portato ad altre scelte. Dopo l’edizione del 2017, venne annullata quella dell’anno successivo e del Ferragosto a Ponte di Legno non si è più sentito parlare. Fino ad oggi, quando proprio il Capitano avrebbe deciso di rilanciare l’appuntamento, in continuità con quanto detto nel discorso d’investitura al congresso di Firenze, nell’aprile scorso. Quando ha evidenziato come la Lega nazionale ha le stesse parole d’ordine e le stesse battaglie della Lega nordista. E la due giorni a Ponte di Legno rappresenterà un tassello cruciale di questa narrazione. Oltre a rinverdire il ricordo di una politica che si faceva con la gente, tra la gente. Di quando i social network ancora non esistevano.