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Meloni, la durissima risposta politica alla Cassazione: "La data del referendum non cambia"

sabato 7 febbraio 2026
Meloni, la durissima risposta politica alla Cassazione: "La data del referendum non cambia"

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E' terminato intorno alle 13 a Palazzo Chigi il breve Consiglio dei ministri con all'ordine del giorno "aggiornamenti" sul referendum. Non cambia la data del voto: il Consiglio dei ministri, secondo quanto si apprende, ha deciso di confermare la consultazione per il 22 e 23 marzo, integrando però il quesito con gli articoli della Costituzione che vengono modificati dalla riforma della Giustizia che contiene la separazione delle carriere. 

Una risposta politica alla pronuncia della Cassazione che venerdì, accogliendo il ricorso del Comitato dei 15, ha imposto di cambiare il testo del quesito e aperto le porte, sulla carta, a uno slittamento della data. La questione non è solo "di calendario". Secondo i sostenitori del "No", rinviare la data potrebbe significare aumentare le speranze per un "aggancio" e magari un sorpasso sul fronte del "Sì", che gli ultimi sondaggi continuano a dare in vantaggio. Non solo: il sogno nemmeno troppo nascosto dei contrari alla riforma era quello di avvicinare il voto al 25 aprile, per imbastire una campagna elettorale ancora più aggressiva e "apocalittica", con richiami alla Resistenza e all'anti-fascismo.

Riguardo alla Cassazione, intanto, monta una polemica feroce riguardo ad Alfredo Guardiano, uno dei membri dell'Ufficio elettorale che ieri ha deciso di cambiare il quesito. Di questo ufficio "fa parte il dottor Guardiano. E' lo stesso Alfredo Guardiano che il 18 febbraio modererà, con tanto di locandina già pubblicata, il convegno 'Le ragioni del No: difendere la Costituzione è un impegno di tutte e tutti' che si terrà a Napoli il 18 febbraio alle 17.30?", domanda su X Enrico Costa, deputato di Forza Italia. "Questo sarebbe il giudice terzo ed imparziale?". 

"Ho letto l'ordinanza della Suprema Corte di Cassazione - aggiunge Alberto Balboni, senatore di Fratelli d'Italia e presidente della Commissione Affari costituzionali del Senato -: la correzione puramente formale imposta dalla Cassazione non cambia assolutamente la sostanza, o si approva o si rifiuta la riforma costituzionale approvata a maggioranza dal Parlamento. Questo dibattito sulla data mi sembra surreale, sono mesi che discutiamo di questo argomento, gli italiani che si vogliono informare hanno avuto e avranno tutta la possibilità di farlo".

"Mi sembra evidente - aggiunge Balboni ospite di Agenda su Sky Tg24 - che l'obiettivo di questi continui ricorsi è quello di impedire il rinnovo del Consiglio superiore della magistratura con le nuove regole, cioè costringerci di nuovo a eleggere il Consiglio superiore della magistratura con le regole attuali, che consegnano l'organo di autogoverno dei magistrati in mano allo strapotere delle correnti con tutte le degenerazioni che ben conosciamo".