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Sinistra, l'orrore in piazza: "Meloni complice, giù le mani dall'Iran"

di Andrea Vallelunedì 2 marzo 2026
Sinistra, l'orrore in piazza: "Meloni complice, giù le mani dall'Iran"

2' di lettura

L’appuntamento della vergogna è per oggi pomeriggio alle 17 davanti all’Ambasciata degli Stati Uniti d’America di via Veneto a Roma. Il presidio, intitolato “Giù le mani dall’Iran”, è stato convocato dal Coordinamento di solidarietà col popolo palestinese “contro l’aggressione imperialista all’Iran”.

«Che sia nella capitale oppure nel capoluogo lombardo, non c’è differenza, i pro-Hamas e pro-Pal stanno sempre dalla parte sbagliata, ovvero quella dei criminali e terroristi. Chissà se domani (oggi, ndr), come avvenuto nella nostra città diverse volte, saranno presenti politici dell’area centrosinistra o la stessa segretaria dem, Elly Schlein», attacca il deputato milanese di Fratelli d’Italia, Riccardo De Corato. «A Milano, ogni week-end ne abbiamo purtroppo la triste conferma: i manifestanti, tra cui ricordo ci sono puntualmente maranza, centri sociali, anarchici e no-global, passano in via Venini sotto la sede dell’Associazione benefica di solidarietà del popolo palestinese e urlano la solidarietà al criminale Hannoun, ancora fortunatamente in carcere. Tutto ciò è a dir poco disgustoso in un Paese democratico quale è l’Italia», aggiunge l’esponente meloniano.

Domani, invece, sempre a Roma e anche a Milano, i comunisti di Potere al Popolo saranno rispettivamente sotto l’ambasciata e il consolato americani delle rispettive città “contro l’aggressione imperialista in Iran”. Spiegano i compagni milanesi di essere dalla «parte dei popoli contro le politiche criminali e guerrafondaie di Usa, Israele e Ue e la complicità attiva del nostro governo e della nostra classe politica». È anche colpa del governo meloni secondo loro... Molto curiosi i commenti social alla locandina. «Preparate la flottiglia per l’Iran». C’è del sarcasmo. «Andate in Iran a vivere». C’è anche un consiglio.

Ieri pomeriggio, nei pressi dell’Ambasciata Usa di Roma, si è palesta Rifondazione Comunista, con tanto di polverose bandiere con falce e martello per protestare contro «l’aggressione militare all’Iran» e contro «l’uccisione dell’ayatollah Khamenei». Perché secondo il segretario, Maurizio Acerbo, i terroristi sono «Israele e gli Stati Uniti». I compagni non si smentiscono mai: dall’Italia vogliono spiegare agli iraniani come sia meglio vivere sotto il regime degli ayatollah.