Il “caso Cospito” non nasce oggi. I due anarchici trovati morti sotto le macerie del casale del Sellaretto al parco degli Acquedotti di Roma, Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, lei «nemica di ogni forma di governo», lui già arrestato dieci anni fa, riaccendono i riflettori sopra a una vicenda chiacchierata e discussa e polemizzata probabilmente pure un po’ troppo, ma si tratta dell’ultimo strascico di una questione che si trascina da un paio di anni (e che, in un certo senso, ha finito per coinvolgere pure la politica).
Tanto per cominciare occorre fare una precisazione, Mercogliano e Ardizzone non sono due anarchici qualsiasi: il primo è stato coinvolto nel processo Scripta manent in cui compare anche Cospito, la seconda è stata imputata nel procedimento Sibilla (ancora assieme a Cospito). Il nome del “compagno” abruzzese e attualmente al regime del carcere duro, insomma, torna e ritorna, di certo nella cronaca delle ultime ore, e forse, prorpio per questo, vale la pena ricapitolare la sua storia.
Alfredo Cospito è un anarchico collegato alla Fai-Fri, la Federazione anarchica informale fronte rivoluzionario internazionale: sulla sua fedina penale ha diversi attentati tra i quali spicca l’attacco alla scuola allievi dei carabinieri di Fossano (dove un ordigno è scoppiato, nel 2006, fortunatamente senza provocare vittime) e la gambizzazione di Roberto Adinolfi, l’amministratore delegato di Ansaldo nucleare (avvenuta sei anni dopo). Con un curriculum del genere, sommando tutte le condanne incamerate, Cospito si è preso una pena di 23 anni di reclusione e dal 2022 è al 41-bis, il regime carcerario che, nel nostro Paese, viene riservato ai mafiosi e ai terroristi.
I due anarchici morti nel casale di Roma, "sconvolgente": cosa si scopre sul loro passato (recente)
La morte dei due militanti anarchici, rimasti uccisi mentre maneggiavano un ordigno in un casale abbandonato nel Parco d...Da sempre protesta contro questo trattamento ed è qui, nel corso di una delle sue manifestazioni, cioè durante uno sciopero della fame che si è protratto per quasi quattro mesi, che l’attenzione su di lui si è accesa in toto. Poteste, reclami, un tam-tam finito sui giornali che ha toccato anche la politica quando una delegazione di quattro deputati del Pd composta dall’ex ministro della Giustizia Andrea Orlando, da Walter Verini, da Debora Serracchiani e da Silvio Lai sono andati a incontralo nel penitenziario di Sassari, in Sardegna, e hanno parlato anche coi suoi medici.
Era il gennaio del 2023, il “caso Cospito” stava per debordare, non si limiterà solo alla figura dell’anarchico, si allargherà fino a coinvolgere due esponenti di Fratelli d’Italia, Andrea Delmastro e Giovanni Donzelli, in uno scandalo politico perché sarà quest’ultimo a rilevare in parlamento, riferendo però informazioni considerate riservate, della visita dei colleghi i quali (nella stessa occasione) avrebbero avuto presunte conversazioni con altri detenuti presenti nell’istituto penitenziario per reati legati alla criminalità organizzata.
Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, chi sono gli anarchici morti per la bomba
Lì per lì s’è pensato a due senzatetto. Due clochard che si erano trovati nel posto sbagliato...Una bufera dentro il palazzo che tuttavia non si è mai limita a quello: anche fuori la mobilitazione per Cospito è restata alta tanto che oramai il suo è diventato un nome riconosciuto e riconoscibile all’interno del mondo antagonista. Infatti (è notizia di giusto una settimana fa) per almeno diciotto degli anarchici a processo per le violenze che, il 4 marzo del 2023, sono state inscenate a Torino durante un corteo organizzato proprio per la sua liberazione, la magistratura ha chiesto condanne per (complessivamente) oltre 130 anni di galera. Al Pigneto di Roma, il prossimo 10 aprile, è prevista un’assemblea pubblica per Cospito e il 28 marzo, ossia sabato prossimo, un corteo “contro i re e le loro guerre” e “pro Askatasuna” è già stato indetto sempre nella capitale.




