Blitz in hotel, controlli, interrogazioni e il solito copione che trasforma un caso giudiziario internazionale in una grana politica tutta italiana. Ilaria Salis non ci sta e rilancia: azione parlamentare a Bruxelles e interrogazione diretta ai ministri Matteo Piantedosi e Antonio Tajani. Due fronti, una sola linea: fare chiarezza su quanto accaduto sabato mattina in un hotel romano, dove la polizia è intervenuta su segnalazione delle autorità tedesche.
Come racconta il Corriere della Sera, tutto nasce da una nota Schengen del 3 marzo: il nome dell’eurodeputata compare infatti negli atti dell’inchiesta sul gruppo eversivo di estrema sinistra “Hammerbande”. Ma attenzione: “non è tuttavia accusata di organizzazione eversiva e criminale”, a differenza di altri undici militanti tedeschi finiti a processo. Un dettaglio non da poco, che cambia il peso politico della vicenda. Il punto è un altro: la Germania ha acceso un procedimento “a specchio” rispetto a quello ungherese sui fatti di Budapest 2023, durante la famigerata “Giornata dell’Onore”, raduno dell’estrema destra europea. In quell’occasione ci fu l’aggressione a tre neonazisti, episodio che ha innescato una catena giudiziaria internazionale.
Roberto Salis non si tiene: "È la repressione del governo"
Torna papà Salis, dopo una lunga assenza di interventi pubblici (e l’addio al social “X”). Ieri...E tra i nomi spunta ancora Salis, arrestata all’epoca e rimasta detenuta fino al giugno 2024, quando l’elezione al Parlamento europeo le ha garantito immunità e libertà. Da qui il cortocircuito: controllo a Bruxelles all’aeroporto, libertà di movimento poi fino a Roma, con tanto di verifica su accompagnatori e spostamenti.
Bignami affonda Salis con 3 parole: "Piagnucola, povera stella..."
Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, è tranciante: «Ilaria Salis &egrav...“Controllo personale, del veicolo e dei suoi accompagnatori”, si legge negli atti. E giù polemiche, con Fratelli d’Italia già sul piede di guerra. Il sospetto, ventilato da ambienti Avs, è che Berlino si sia mossa su input di Budapest - come sostiene anche Angelo Bonelli, esponente di Alleanza, Verdi e Sinistra - per i fatti del 2023 nei confronti di “Antifa’ Ost”, classificato l’anno scorso come organizzazione terroristica anche dal Dipartimento di Stato americano. Un gioco di sponde che trasforma un’indagine in un caso diplomatico.




