"Salis ha detto che non intende partecipare alle primarie e che se le venisse chiesto di fare la candidata sarebbe disponibile. Non mi pare che ci sia niente di sconvolgente: chi direbbe di no se gli venisse chiesto?": Dario Franceschini lo ha detto in un'intervista al Corriere della Sera parlando della sindaca di Genova Silvia Salis, che nei giorni scorsi ha detto di essere lusingata per il fatto di essere considerata da qualcuno l'anti-Meloni. Franceschini, poi, si è lasciato andare a un vero e proprio endorsement: "Io credo che Salis, che è giovane, ha qualità ed è sindaca di Genova, sarà uno dei leader di primo piano del nostro campo nei prossimi anni".
Parlando di Elly Schlein come possibile leader del campo largo, il dem ha sottolineato: "Per quel che riguarda il Pd è tutto chiaro. Nello statuto c’e scritto che è il segretario o la segretaria il candidato. Ma oltre allo statuto c’è la politica: Schlein è una vincente, ha vinto le primarie, le elezioni regionali e ha costruito una coalizione che sembrava impossibile costruire". Al netto delle belle parole per la leader del Pd, però, sembra chiaro che ora Franceschini si stia ricollocando altrove. Basta vedere quello che pensa di Silvia Salis.
Secondo lui, inoltre, è inutile ora parlare di federatori: "Non è più stagione. Un conto è avere la personalità incontestabilmente capace di legare tutta la coalizione, come fu Prodi, ma cercare per forza qualcuno non ha senso, i partiti del centrosinistra hanno classe dirigente adatta per questo ruolo. Quindi il modo migliore per fare questa scelta sono le primarie. Ma quello che vorrei evitare, concordando che le faremo, è il tormentone 'primarie sì primarie no' per mesi, anche perché non saranno prima della fine del 2026 o dell’inizio del 2027".