"La mancata presenza della Presidente Meloni al vertice Balcani-Ue e la esclusione della Premier dal vertice Merz, Macron, Starmer sulla crisi ucraina segnano una condizione di pesante marginalità a cui la politica del governo ha condotto l'Italia". L'assenza, tra l'altro giustificata, di Giorgia Meloni al vertice nei Balcani ha riesumato persino Piero Fassino, che si è sentito in dovere di attaccare duramente la premier.
"Davvero sconcertante - ha continuato l'ex sindaco di Torino - l'assenza al vertice sui Balcani proprio nel momento in cui l'Unione europea, superando lentezze e ambiguità decide finalmente di dare un impulso forte alla integrazione europea di una regione strategica per l'Italia. E altrettanto grave il non coinvolgimento di Roma al vertice di Londra in un momento cruciale del conflitto russo-ucraino", aggiunge. "Poco importa se quella assenza sia dovuta ad un'inescusabile disorganizzazione degli impegni della premier o alla piccata ritorsione per il mancato invito al vertice franco-tedesco-inglese. Quel che oggi appare è l'immagine di un'Italia ai margini delle scelte più significative che l'Unione europea sta assumendo".
E ancora: "Una condizione figlia delle scelte della Presidente del Consiglio che ha snobbato l'Europa coltivando l'illusione di un rapporto privilegiato con gli Stati Uniti e in Europa si è messa a capo del fronte euroscettico, distanziandosi volutamente dalle principali capitali europee". "L'esito di questa condotta è un danno forte al ruolo e alla credibilità dell'Italia, con compromissione di rilevanti interessi del nostro Paese", ha concluso.
La premier, dopo aver partecipato al 212° Anniversario di fondazione dell'Arma dei Carabinieri sul Lungomare Falcomatà di Reggio Calabria - insieme al ministro della Difesa Guido Crosetto e al il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi - sarebbe dovuta volare nei Balcani per discutere del futuro dell'Europa e della pace in Ucraina. Tuttavia, il suo aereo ha subito un ritardo che non le ha permesso di arrivare a destinazione. Un imprevisto che certamente non può essere imputato alla Presidente del Consiglio. Per la sinistra, però, come sempre, ogni occasione è buona per fare polemica e attaccare il governo. Anche un semplice contrattempo logistico.