"Sono sicuramente un generale, cosa che ha caratterizzato 40 anni della mia vita con l'impegno delle armi e nella difesa della patria. Sono un politico, ma non mi definisco di estrema destra. Mi definisco di destra autentica, fiera di essere destra e non rinnega nulla della propria identità": Roberto Vannacci, fondatore e leader di Futuro Nazionale dopo l'addio alla Lega, lo ha detto nello studio di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7. Poi ha aggiunto: "Sicuramente sono un europarlamentare del gruppo di Europa delle Nazioni sovrane che si riconosce per avere una determinata linea politica caratterizzata dalla difesa della sovranità dei popoli e delle nazioni europee". Mentre sulla sfera personale: "Sono un marito devoto e fedele, che si è sposato tardi e in età avanzata ha scoperto la bellezza di avere una famiglia e dei figli e di dare tutto per loro. La mia scelta di fare politica nasce proprio da loro, non per altre motivazioni".
Rispondendo a una domanda su Giorgia Meloni, invece, ha detto: "Con la presidente del Consiglio ho tante idee in comune, il problema poi è stato come metterle a terra, la deriva che c'è stata dal momento in cui questo governo ha preso ufficio e quello che è successo fino a oggi. Molte delle cose proposte non sono state realizzate. Molte posizioni che vengono prese in Europa da alcuni partiti di questa coalizione di centrodestra sono le stesse che prende il Pd. Credo che Meloni sia ancora una destra autentica, ma probabilmente dovrebbe dimostrarlo un po' di più. È una destra che ha perso la trebisonda; Vannacci è il sestante che fa il punto nave e riporta sulla giusta rotta. Per esempio, le tre riforme principali che questo governo si proponeva di mettere a terra - autonomia differenziata, premierato e riforma della giustizia - non sono state messe a terra".
Vannacci ha anche replicato alle parole di Marina Berlusconi, che si sarebbe opposta a un qualsiasi tipo di alleanza con Fn: "Poi spiegherà a che titolo parla, non ha un ruolo politico. Come finanziatrice di FI? Nel caso, prendiamo atto che è un partito eterodiretto dalla finanza e dall'editoria". Sul suo partito, invece, ironicamente ha detto: "I miei sono i rifiuti degli altri, quello che avanza. A me sta bene, voglio la sporca dozzina. Mi accontento di questo, quelli bravi li lasciamo al Pd e al M5S che almeno avranno la possibilità di salvare l'universo. Con la mia sporca dozzina voglio fare solo gli interessi degli italiani e delle italiane, e ce la faremo". Per ora, inoltre, ha escluso accordi: "Al momento un accordo non è all'ordine del giorno. Futuro Nazionale è un partito non ancora nato, con un programma che verrà spiegato e diffuso all'assemblea costituente di questo fine settimana. Le alleanze si faranno a ridosso delle elezioni. Abbiamo linee rosse sulla sicurezza, sull'immigrazione, sul green deal. Peccato che su quest'ultimo ci siano alleati di Meloni che in Europa votano a favore". E ancora: "La definizione di voto utile è utile solamente a chi oggi ha una poltrona. Non sono alla ricerca né di poltrone, né di potere. Vado avanti per la mia strada".
Un passaggio poi sul Ponte sullo Stretto: "Secondo me alla fine è importante realizzare un'infrastruttura, se poi c'è qualcuno che deve pagare, paghi. Bloccare ogni volta un'infrastruttura quando invece è fondamentale per il progresso economico del Paese non mi sembra il caso. Mi riferisco non solo al Ponte sullo stretto. Giudichiamo chi ha sbagliato, ma intanto facciamo il ponte". "Quindi intanto li lasciamo delinquere e poi pagano...", ha controbattuto la Gruber. E Vannacci: "No, facciamo prima l'infrastruttura e poi eventualmente vanno in galera e ci passano il resto dei loro giorni". "Sì, questo è come quelli che dicono che devono pagare il doppio della pena... insomma è un vaniloquio", ha insistito la conduttrice. E il generale: "È la mia posizione, poi lei la definisca pure vana..."
Passando al capitolo Lega, Vannacci ci è andato giù pesante: "Non ho usato Salvini, lui ha usato me per prendere 500mila voti. Oggi il mio partito ha fatto 100mila iscritti, in soli tre mesi sono tutti quello che probabilmente mi hanno votato quando ero nella Lega, senza voler votare Lega. È la dimostrazione plastica di quello che ho portato alla Lega".
A proposito di fisco, invece, ha spiegato: "Le tasse sono un esempio pratico di solidarietà sociale. Il problema è che se non ho più una società coesa per svariati motivi, fra cui anche un'immigrazione illimitata, alla fine questa coesione si sfalda e le tasse non le paga più nessuno, la solidarietà sociale non è più espletata. Da qui a dire che la patrimoniale sia necessaria però c'è un mare di mezzo". E ancora: "L'immigrazione illimitata assorbe risorse dello stato. Gli immigrati pagano pochissime tasse e non contribuiscono allo stato sociale. Basta vedere il livello della contribuzione e il numero di immigrati che non hanno alcun lavoro e non possono averlo in quanto clandestini".
Sempre sul tema dell'immigrazione, inoltre, ha aggiunto: "In primo luogo vanno remigrati coloro che non hanno motivo e diritto di essere da noi. Sono la maggior parte. Come si fa la remigrazione? Intanto, creando tanti CPR. Ci sono già accordi bilaterali per il rimpatrio, con quasi tutti i Paesi. Il problema è che poi in Europa c'è qualcuno che fa parte di questa alleanza di centrodestra che quando c'è da votare sull'applicazione di questi accordi vota contro. Grazie al decreto sui Paesi sicuri passato in Europa, qualora manchi un accordo bilaterale col Paese dal quale provengono, possiamo portare queste persone in Paesi terzi sicuri. L'importante è che non stiano da noi. Se vanno deportati? Se con 'deportazione' intendiamo movimentazione coatta al di là della loro volontà, certo; dobbiamo portarli in Paesi sicuri che li accetterà e poi li instraderà verso il loro Paese".