Il primo atto del nuovo sindaco di Enna? Alzarsi lo stipendio. Se Vladimiro Mirello Crisafulli, Ras della sinistra siciliana, ex senatore del Partito democratico e decano della politica viene chiamato "il barone rosso" un motivo ci sarà. Autorevole? Forse. Potente? Di sicuro. Anzi, potentissimo. Nel capoluogo dell'entroterra siciliano è polemica per il suo esordio amministrativo, come sottolinea il Secolo d'Italia.
Crisafulli ha infatti deciso di portare il suo salario a quasi 10mila euro al mese. E ha pensato bene di gratificare anche la sua Giunta. D'altronde, lo slogan elettorale "Per amore di questa città" era già tutto un programma. A far storcere il naso a molti elettori non è solo la misura, lecita, ma la velocità con la quale è stata messa a terra, a differenza magari di tanti altri interventi ritenuti dai concittadini più urgenti.
Il tutto è accaduto lo scorso 9 giugno, con delibera n. 154 approvata all'unanimità: il prospetto retributivo degli organi istituzionali del Comune di Enna è stato adeguato a quanto previsto dalla legge regionale 19 febbraio 2026, n. 4, che reca "Norme riguardanti gli enti locali". La Sicilia, si sa, è di manica larga. E così da oggi il presidente del consiglio comunale guadagnerà 5.796 euro al mese, più del vicesindaco (fermo, si fa per dire, a "soli" 5.313 euro). Un po' più alta la busta paga del sindaco: Crisafulli si porterà a casa 9.660 euro mensili, pari a 115.920 euro all'anno. E gli otto assessori della sua squadra? Per loro 4.347 euro al mese, con una spesa complessiva per le casse del Comune di oltre 417.000 euro.
Delibera, sottolinea il Secolo d'Italia, che diventerà immediatamente eseguibile "per ragioni di urgenza". Lo ha chiesto la Regione Sicilia, d'altronde.