"Ho già parlato con Calderone e con Giorgetti, il governo raccoglie la vostra istanza di garantire che la detassazione dei rinnovi contrattuali possa essere garantita anche per la prossima manovra". Lo annuncia la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo al XIX Congresso nazionale della Uil a Padova.
"I dati ci restituiscono uno scenario che è incoraggiante, con il livello più alto di sempre del tasso di occupazione e il minimo storico del tasso di disoccupazione, sia generale sia giovanile - sottolinea la premier -. E crescono i contratti a tempo indeterminato: un milione e duecentomila in più dall'inizio della legislatura. Diminuiscono i contratti precari. E io penso che questo sia un dato di straordinaria importanza, forse uno di quelli che mi rendono più orgogliosa". "Noi faremo quello che serve per dare a questa nazione la libertà e l'autonomia necessarie, che le servono per essere davvero competitiva".
"Unica premier presente al congresso dei 3 sindacati" - "Voglio soprattutto salutare e ringraziare tutti i delegati che sono qui oggi, che sono la spina dorsale di questo congresso dell'Unione Italiana del Lavoro - ha esordito dal palco padovano Meloni -. E lo dico perché so cosa significhi essere delegati a un congresso, e ovviamente posso immaginare l'emozione, ma soprattutto la responsabilità che si avverte. Ognuno di voi qui non rappresenta se stesso ma migliaia di persone, porta sulle sue spalle le loro aspettative, i loro bisogni, le loro istanze. E per questo voglio dire subito che sono d'accordo col segretario Bombardieri quando dice che questo congresso è un grande esercizio di democrazia e di partecipazione. Sono d'accordo, ed è anche per questo un evento che non può lasciare indifferente chi ricopre incarichi istituzionali. Particolarmente non può lasciare indifferente chi, avendo alle spalle una lunga storia di militanza politica, conosce il valore profondo per la qualità della nostra democrazia di quello che voi state facendo qui oggi. Allora, io anche per questo ho accettato l'invito della Uil, come ho fatto in questi anni con la Cgil, con la Cisl. Credo di essere l'unico presidente del Consiglio ad avere partecipato nel corso del suo mandato ai congressi di tutte e tre le principali organizzazioni sindacali, penso che questo dica quanto il confronto con le parti sociali sia stato e sia per noi una cifra del lavoro di questo governo. Crediamo che nessuno di noi possa avere da solo le risposte a ogni domanda, è la capacità di ascoltare che fa la differenza, soprattutto quando l'interlocutore non è remissivo e non antepone le questioni ideologiche", aggiunge elogiando l'atteggiamento della Uil. Un riferimento, polemico, al muro contro muro pregiudiziale spesso innalzato dalla Cgil di Maurizio Landini di fronte al governo.
"Salario giusto vittoria di tutti i lavoratori" - Il salario giusto "è stata una vittoria di tutti i lavoratori italiani, una vittoria della nazione nel suo complesso. Con il decreto Lavoro abbiamo fissato nero su bianco un principio mai riconosciuto: la contrattazione collettiva e di qualità è lo strumento più efficace che abbiamo a disposizione".
"Stop ai soldi a pioggia, combattere i contratti pirata" - Sulla condizionalità degli incentivi occupazionali, "noi sappiamo bene che per anni lo Stato ha distribuito soldi a pioggia a tutti, noi abbiamo con coraggio scelto di dire 'basta' perché non sono soldi dello Stato, ma li raccoglie dalle tasche degli italiani. Tutto questo ci consente di combattere quei contratti pirata, anche questa è una vittoria che dobbiamo considerare di tutti, anche dei datori di lavoro che rispettano la legge e sono vittime di chi applica il dumping".
"Abbiamo aumentato il netto in busta paga per milioni di lavoratori" - "In questi anni ci siamo dedicati moltissimo all'obiettivo di far crescere i salari, difendere il potere d'acquisto dei cittadini. Sono molte le iniziative che abbiamo avviato in questo senso. Non le citerò tutte, ma diciamo agiscono principalmente su due fronti. Il primo è il taglio delle tasse sul lavoro. Qui i provvedimenti sono molteplici. Abbiamo con questi provvedimenti aumentato il netto in busta paga per milioni di lavoratori, soprattutto per i redditi medio bassi".
"Tolleranza zero contro il caporalato" - "La linea del Governo è stata e continuerà a essere una linea molto chiara. E quella linea è: tolleranza zero contro i caporali". "E, sono molto d'accordo", prosegue Meloni, tolleranza zero "contro le organizzazioni criminali che si nascondono troppo spesso dietro quei caporali e speculano sulla pelle delle persone. Organizzazioni criminali che molto probabilmente non sono solamente straniere, segretario Bombardieri, sono d'accordo".
"Morti sul lavoro sconfitta di tutto" - "Oltre 1.000 l'anno sono le volte in cui noi siamo stati tutti sconfitti: persone, famiglie, storie interrotte che non devono e non possono essere dimenticate e anche io voglio qui rivolgere un pensiero di riconoscenza commossa" per "chi ha trasformato un dolore inimmaginabile come la perdita di una figlia in un impegno per la vita e quindi anche io voglio dire a Emma, la mamma di Luana D'orazio, che tutti noi la consideriamo una mamma straordinaria, una persona straordinaria".
"Pensioni, ripristinare l'equilibrio o addio stato sociale" - "Sulle pensioni bisogna ripristinare l'equilibrio o non avremo più lo stato sociale", ha detto Meloni condividendo l'intervento precedente di Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della Uil: "Il sistema così com'è rischia di non reggere per il prossimo futuro. Proviamo a fare uno scatto - aveva proposto poco prima il segretario -, prevediamo l'obbligatorietà della seconda gamba e della previdenza complementare. Lavoriamo insieme per garantire questa opportunità anche a chi ha difficoltà a entrare nel sistema, a chi non ha stabilità occupazionale, non ha un reddito continuo e non ha la capacità di destinare una parte del reddito corrente a finalità previdenziali di lungo periodo".
"Il futuro dell'Italia dipende dalle donne" - "Il futuro dell'Italia dipende dalle donne, segnatamente dalle donne lavoratrici. Questa continuerà a essere una nostra priorità. Ma c'è anche una questione culturale, troppi messaggi devastanti hanno fatto credere che la famiglia e i figli fossero incompatibili con il lavoro, su questo dobbiamo lavorare insieme".