"Un presidente della Repubblica di destra non è uno scandalo”: a dirlo Achille Occhetto, ultimo segretario del Pci. Parole, le sue, che vanno nel senso opposto di quelle della sinistra, secondo cui invece lasciare l'elezione del prossimo capo dello Stato in mano al centrodestra sarebbe l'equivalente di una tragedia. “Non mi scandalizza affatto pensare a un capo dello Stato dell’altra parte", ha aggiunto parlando col Foglio. E a chi lo ha accusato di "controsenso" ha risposto: “Non è così. Noi del Pci non abbiamo mai chiesto un presidente della Repubblica di sinistra. Piuttosto, abbiamo sempre votato e fatto votare presidenti che fossero garanzia”.
D'altra parte, il suo passato parla per lui. “Io posso solo dire che, quand’ero segretario del partito – il Psdi – ho lavorato, insieme a Marco Pannella, per eleggere presidente Oscar Luigi Scalfaro. Tutt’altro che di sinistra, comprenderà. Ma aveva tutte le caratteristiche di un capo imparziale, com’è stato", ha spiegato. E poi: "E mi preme ricordare, ancora, che furono i comunisti a votare presidente della Repubblica Francesco Cossiga”. Occhetto ha spiegato anche cosa c'è dietro il suo pensiero: "Lo dico perché nel sistema democratico italiano si è sempre cercato un presidente di garanzia con il concorso di tutti. Ed è per questo che trovo sbagliato che all’inquilino del Quirinale si pensi in termini dualistici: destra o sinistra”.
Secondo lui è "sbagliata", invece, la riforma elettorale a cui sta lavorando il governo, il Melonellum, definita "una legge per la quale il presidente della Repubblica verrà eletto insieme al presidente del Consiglio". E dunque ha aggiunto: "Il problema non è da quale parte provenga il capo dello Stato. Semmai, il fatto che il presidente della Repubblica seguirebbe il presidente del Consiglio”. Il vero scandalo, a suo dire, sarebbe "l’avvicinamento al premierato. E dunque a un sistema istituzionale profondamente diverso dal nostro".