Luca Ricolfi boccia Elly Schlein. O meglio, la rimanda a settembre. La segretaria del Pd si vede già a Palazzo Chigi sostenuta dalla sua coalizione, che non ha ancora trovato né un nome né un programma ma crede di avere nelle proprie tasche la maggioranza dei voti degli italiani. Ma il sociologo frena l'entusiasmo della dem. E lo fa "da cittadino che l’anno prossimo dovrà votare alle elezioni politiche".
Dalle sue parole traspare un'evidente sofferenza per un Pd - "il maggiore partito d’opposizione" in cerca di autore. "Può anche darsi che denigrarlo, accusare Giorgia Meloni di infischiarsene dei problemi degli italiani, dipingere la premier come arroccata nel Palazzo e assetata di potere come Elly Schlein ha fatto in una recente intervista su La7 – ha spiegato in un editoriale sul Messaggero – sia una buona strategia per acchiappare voti (anche se mi chiedo: chi guarda La7 non è già acchiappato?). E tuttavia, da cittadino che l’anno prossimo dovrà votare alle elezioni politiche, avrei preferito che, nel largo spazio concessole dai conduttori, Elly Schlein avesse trovato modo di rispondere a qualche domanda precisa, fra le molte che gli elettori incerti si pongono". Anche in assenza di un programma del campo largo, per il sociologo "non è pensabile che il Pd, il maggiore partito di opposizione, non abbia qualche idea ben definita su come intenderebbe governare l’Italia in caso di vittoria elettorale". Quindi quale sarebbe l'agenda politica di "un eventuale governo Schlein".
Dopo aver esaminato punto per punto l'agenda che un governo dovrebbe tenere sotto braccio - dall'economia all'immigrazione e quindi la questione sicurezza, Ricolfi quasi si rassegna all'idea che le sue domande non troveranno mai una risposta: "Ma sono domande sulle quali noi elettori siamo abituati a ricevere dai politici risposte evasive, o generiche, o ideologiche. Meglio, allora, accontentarsi delle risposte sui temi hard dell’economia e dell’immigrazione. Sempre che quelle risposte arrivino".




