Giuseppe Conte ha provato a estrarre il coniglio dal cilindro. Ma è stato subito smascherato. Il documento che ha esibito in commissione, pervenutogli in forma anonima, per lui sarebbe la prova regina che ribalterebbe i pronunciamenti di più tribunali nel contenzioso tra lo Stato e la Jc Electronics. Contenzioso legale che, dopo l’ennesima sconfitta per l’Italia, è stato chiuso dal governo Meloni con una transazione da 100 milioni in favore della Jc Electronics di Dario Bianchi. Proprio questo accordo è finito nel mirino dell’opposizione, ancora convinta (nonostante le sentenze) del buon operato del commissario Domenico Arcuri e del governo giallorosso impegnato durante la crisi del Covid.
Proprio loro, infatti, avevano interrotto unilateralmente l’accordo di fornitura con la società, ritenendo le oltre 10 milioni di mascherine fornite non idonee a proteggere dal virus. Ma il patchwork consegnato da Conte alla Procura di Roma difficilmente ribalterà alcunché. Il documento, recante data 14 aprile 2022, è in larga parte frutto di due relazioni redatte dalla struttura commissariale in seguito ai sopralluoghi effettuati presso i magazzini Sda di Pomezia e Fara Sabina. Proprio questi due documenti, come spiegato dallo stesso ingegnere Bianchi, sono stati oggetto di valutazione dei giudici «nella causa tributaria» che ha visto prevalere la Electronics sullo Stato. La sovrapposizione con il plico presentato dall’ex premier è evidente. Identiche sono le foto delle mascherine e dei report Npttl (National Personal Protective Technology Laboratory), con le annesse didascalie; così come identici sono i codici di spedizione dei colli esaminati presso il sopralluogo di Fara Sabina. Addirittura è stato trascritto il medesimo refuso presente nella relazione della struttura commissariale, senza correggerlo: «centers for desease (invece che disease) control».
E uguale è il numero di mascherine stimato: 10.243.445. Un vero e proprio copia e incolla espresamente dichiarato nell’ultima pagina del documento di Conte: «Si allegano i verbali di sopralluogo effettuati in data 6/7 settembre 2021 nei magazzini dell’Sda di Pomezia (denominato All.40) e in data 13/14/27/28 settembre nei magazzini dell’Sda di Fara Sabina (denominato All. 41)». Gli stessi verbali già finiti sotto la lente d’ingrandimento della magistratura.