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NEUROLOGIA

Formazioni tossiche subcellulari
causano la malattia di Alzheimer

Grazie ai risultati di questa ricerca della Scuola Normale Superiore di Pisa in collaborazione con l’EBRI di Roma e il Fatebenefratelli di Brescia sarà possibile in futuro sviluppare un ‘proiettile magico’ per combattere precocemente la patologia

18 Agosto 2014

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Formazioni tossiche subcellulari 
causano la malattia di Alzheimer

Individuata per la prima volta da un gruppo di ricerca italiano l’origine delle formazioni tossiche nel cervello che causano la malattia di Alzheimer. Lo studio, coordinato dal professor Antonino Cattaneo della Scuola Normale Superiore di Pisa e svolto in collaborazione con Giovanni Meli dell’EBRI di Roma e Roberta Ghidoni del Fatebenefratelli di Brescia, ha consentito di individuare, su cellule di criceto, il sito intracellulare dove cominciano a formarsi gli oligomeri del peptide Abeta che danno inizio alla patologia. Gli oligomeri di Aβ sono specie molecolari tossiche coinvolte in maniera cruciale negli eventi precoci della malattia di Alzheimer. Prima di questo studio non si conosceva molto sulla loro formazione intracellulare a causa della mancanza di metodi selettivi, per il loro riconoscimento a livello molecolare. “Lo studio pubblicato su Nature Communications – spiega Cattaneo – ha la doppia valenza di aver stabilito gli oligomeri intracellulari di Aβ come target nel trattamento dell’Alzheimer e consente di prospettare una strategia sperimentale dal forte potenziale terapeutico”. Su questa base, sarà possibile in futuro colpire precocemente le strutture patologiche, nel luogo dove si formano, prima che vengano trasportate fuori dalla cellula, attraverso sonde molecolari mirate, una sorta di ‘magic bullet’ – un proiettile magico - che colpisce con alta selettività solo le formazioni tossiche. In questo studio i ricercatori hanno utilizzato un’evoluzione dell’approccio degli anticorpi intracellulari, precedentemente sviluppato nei laboratori del professor Cattaneo, e basato sull’espressione di anticorpi ricombinanti in cellule vive per ottenere una un’interferenza selettiva dell’antigene riconosciuto dentro la cellula. Il ‘magic bullet’ è, per l’appunto, un nuovo anticorpo intracellulare conformazionale, ovvero selettivo per certi stati conformazionali di Aβ oligomeri, sviluppato dal gruppo di ricerca. “Questo approccio - aggiungono gli autori dello studio - e’ risultato efficace e selettivo nel colpire specifiche conformazioni subcellulari di oligomeri di Aβ, stabilendo cosi il nuovo concetto di ‘Conformational-Selective Interference’ (CSI). Indirizzando al reticolo endoplasmatico l’anticorpo intracellulare conformazionale, il gruppo di ricerca ha così dimostrato per la prima volta che Aβ, prodotta naturalmente dalle cellule vive, forma oligomeri patologici, assumendo conformazioni critiche proprio dentro il reticolo endoplasmatico”. Il lavoro è stato finanziato da Alzheimer’s Association americana, Ministero dell’Università e Ricerca (MIUR), Fondazione Roma e Fondi della comunità europea ‘Human Brain Project’.

http://www.nature.com/ncomms/2014/140527/ncomms4867/full/ncomms4867.html

 

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