Fare movimento fisico e avere un sonno adeguato aiuta a proteggerci dall'Alzheimer. Lo spiega Giulio Maira - Presidente della Fondazione Atena, già professore ordinario e direttore di Neurochirurgia all'Università Cattolica e al Policlinico Gemelli di Roma.
Il nostro cervello è circondato da un fluido - il liquor cerebro-spinale - che lo protegge all'interno del cranio. Di tutto il volume cranico, circa l'80% è occupato dal cervello, mentre liquor e vasi sanguigni ne costituiscono circa il 10% ciascuno. Insieme determinano la pressione intracranica.
Il liquor, spiega il professor Maira sul Messaggero, viene prodotto dal sangue, circola tra le cellule del cervello, trasporta nutrienti e, soprattutto, rimuove alcune sostanze di scarto, tra cui la beta amiloide, una proteina collegata all'Alzheimer.
Durante il giorno, il movimento del liquor è favorito dall'attività fisica e dalle contrazioni muscolari. L'hanno dimostrato i ricercatori della Penn State, con uno studio pubblicato su Nature Neuroscience nell'aprile 2026. Di notte, invece, la pressione intracranica va incontro ad aumenti ritmici che spingono e fanno scorrere il liquor durante la fase REM del sonno. In questi momenti, come dimostra uno studio del 2025 su Cell, lo spazio tra le cellule del cervello si amplia favorendo il flusso liquorale negli interstizi e l'eliminazione dei rifiuti metabolici. Dai primi studi condotti su topi è emerso che basta una sola notte insonne perché i livelli di beta amiloide aumentino fino al 5%, e studi recenti sugli uomini hanno mostrato che disturbi cronici del sonno sono correlati a un maggior deposito della proteina.
Si può dunque sostenere che il movimento fisico e un sonno adeguato sono molto importanti: oltre a fare bene al cuore e all'umore, puliscono i neuroni e ci proteggono dall'Alzheimer.