Una malattia? Non solo. L’Alzheimer è anche una frattura nella memoria individuale e collettiva, una condizione che coinvolge pazienti, famiglie, caregiver, medici e il sistema sanitario tutto. A questo groviglio di realtà è dedicato “La memoria fragile: viaggio al centro dell’Alzheimer”, il libro di Paolo M. Rossini, professore ordinario di Neurologia e direttore del Dipartimento di Neuroscienze e Neuroriabilitazione dell’IRCCS San Raffaele di Roma, pubblicato da Edizioni Saggi Mondadori. Nelle quasi 200 pagine del libro- che sarà presentato l’11 giugno alle 15 presso la sala congressi dell’IRCCS San Raffaele di Roma, in un incontro aperto a tutti- Rossini accompagna il lettore in un percorso dentro l’invecchiamento fisiologico e patologico del cervello, con particolare attenzione alla “galassia” delle demenze e alla malattia di Alzheimer.
Non è un manuale tecnico, né un trattato specialistico, ma un saggio divulgativo che unisce rigore scientifico, esperienza clinica e profonda attenzione alla dimensione umana della malattia. Il volume si apre con un esergo tratto dal Libro del Siracide: “Soccorri tuo padre nella vecchiaia, sii indulgente, anche se perde il senno, e non disprezzarlo, mentre tu sei nel pieno vigore”. Una scelta che introduce fin dalle prime pagine il cuore etico e umano dell’opera, la fragilità cognitiva non riguarda soltanto la perdita della memoria, ma interroga il modo in cui una comunità si prende cura dei suoi anziani, riconoscendone la dignità anche quando la malattia ne incrina l’autonomia, il linguaggio e il rapporto con il mondo. «Questo libro nasce dal bisogno di guardare in faccia la “bestia”, di conoscerne le caratteristiche e i comportamenti più probabili, senza promettere soluzioni semplici ma offrendo strumenti di comprensione», spiega Rossini, «l’Alzheimer non cancella solo i ricordi: mette alla prova l’identità della persona, la tenuta delle famiglie e la capacità della società di prendersi cura dei più fragili».
Attraverso storie ispirate alla vita reale, con nomi di fantasia ma situazioni quotidiane riconoscibili, “Lamemoria fragile” restituisce voce a malati e familiari che ogni giorno combattono per non perdere il filo della storia personale, familiare e comunitaria. Il libro affronta anche falsi miti, incluso quello secondo cui il decadimento cognitivo sarebbe una conseguenza inevitabile dell’età avanzata.
«Non è normale “rimbambirsi” perché si hanno 80 anni», sottolinea il neurologo. «Confondere l’invecchiamento con la demenza significa perdere tempo prezioso. Una diagnosi tempestiva, stili di vita corretti e interventi mirati possono rendere il decorso della malattia meno devastante».
«Dietro ogni diagnosi c’è una persona, con la sua storia, i suoi affetti, le sue paure e le sue speranze», aggiunge Rossini, luminare delle Neuroscienze con 35 annidi esperienza alle spalle. «La scienza deve cercare cure sempre più efficaci, ma non deve mai perdere di vista l’umanità del malato». Per volontà dell’autore, tutti i ricavi saranno destinati ad attività di ricerca dell’IRCCS San Raffaele nell’ambito delle demenze.