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Non solo grilli, perché mangiamo le peggio schifezze

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Vittorio Feltri
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In questi giorni sui giornali dominano, oltre alle tasse sui carburanti, anche gli insetti ormai promossi a leccornie, pensando ai quali mi viene da vomitare, ma io non faccio testo. Non mangio neanche il pesce che vive nel mare notoriamente ricettacolo delle deiezioni di 8 miliardi di persone, l'intera popolazione mondiale. Il cibo più citato del momento è costituito dai grilli, ormai considerati una specialità irrinunciabile.

 

 


Non so a chi sia venuta in mente la stravagante novità che pare diffusa in varie nazioni, adesso anche nella nostra nonostante la rinomanza della cucina italiana, alla quale non potrei rinunciare. In ogni caso devo ammettere che in molte regioni l'abitudine di cibarsi di animaletti, che solo a guardarli viene l'orticaria, è consolidata. In Lombardia da secoli ci si nutre con le coscette di rana, per non parlare delle lumache che a me basta osservarle per avere il mal di stomaco. C'è di peggio all'estero. Mi dicono che in Cina va di moda sgranocchiare millepiedi croccanti che a noi fanno schifo anche da vivi, figuriamoci fritti. In Australia vanno matti per le larve di falena. Oddio, so che in alcune zone della nostra amata penisola è considerata una prelibatezza il formaggio imbottito di vermiciattoli, pertanto c'è poco da scandalizzarsi se qualcuno in altri paesi degusta formiche come fossero caviale.

 

 

Mi corre l'obbligo di ricordare che in vari ristoranti rinomati del nostro paese vengono serviti i gamberetti, cotti o addirittura crudi, che non hanno nulla da invidiare, una volta sgusciati, ai lombrichi. Quindi, al termine di questo articolo, mi tocca inevitabilmente ammettere che la bocca degli esseri umani è pronta a masticare qualsiasi schifezza senza fare una piega, anzi, leccandosi i baffi. Ho l'impressione che prossimamente gli insetti non moriranno più a causa degli insetticidi, bensì in padella. Per quanto riguarda i grilli non finiranno mai sotto il mio palato, ma ammetto che mi piacciono quando saltellano nel prato davanti a casa. 

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