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Caffè lungo, il falso mito demolito dall'esperto: quello che pochi sanno sulla tazzina

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Il caffè. Quella tazzina che è un simbolo di italianità, un rituale irrinunciabile per milioni di persone. Ovvio, si parla dell'espresso, ossia il caffè italiano per eccellenza. Ne conosciamo una miriade di forme: ristretto, lungo, macchiato caldo, macchiato freddo, tazza piccola e tazza grande. Eppure, alcune delle nostre concezioni sulla tazzina, non sono delle più corrette.

A fare il punto sulla peculiare vicenda, in un video pubblicato su repubblica.it, è Giorgio Calabrese, medico e dietologo, il quale in poco più di sessanta secondi chiarisce alcune dei dubbi più diffusi sulla tazzina.

 

Uno, in particolare, che riguarda il caffè lungo, il quale secondo la vulgata sarebbe "meno eccitante" rispetto all'espresso classico. Tutto falso, secondo Calabrese, il quale spiega: "La caffeina non è in eccesso nel caffè ristretto, ma in quello all'americana". Infatti, riprende, "nella ciofeca di Totò se ne assume una dose doppia se non tripla. Bisogna fare attenzione anche al momento in cui lo beviamo: a digiuno, la caffeina verrà assorbita subito", puntualizza e conclude l'esperto.

 

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