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Tumori del pancreas, a 5 anni sopravvivenza inferiore al 50%

Da questo mese di aprile è finalmente disponibile una terapia innovativa: Lutathera è un radiofarmaco approvato da AIFA per il trattamento dei tumori neuroendocrini gastro-entero-pancreatici (GEP-NET) metastatici o non operabili
di Maria Rita Montebelli domenica 28 aprile 2019

3' di lettura

I tumori neuroendocrini (NET) interessano un ampio numero di organi, dal polmone, ai bronchi, all’intestino, al retto, all’appendice fino al pancreas. Nel nostro Paese, l’incidenza di questi tumori rari si aggira intorno ai 4 casi per 100 mila abitanti, con la tendenza a crescere all’avanzare dell’età e in netta crescita rispetto al passato. Tra tutti, i NET del pancreas rappresentano il 22 per cento e, dopo i NET dell’intestino (25 per cento), sono i tumori più frequenti del tratto gastro-entero-pancreatico. La maggior parte dei NET del tratto digestivo è asintomatica e i tumori del pancreas spesso si presentano in metastasi già alla diagnosi, con tassi di sopravvivenza a 5 anni inferiori al 50 per cento. In tal caso, questi tumori possono essere scoperti casualmente nel corso di altre analisi. È dunque indispensabile proseguire nella ricerca di nuovi ed efficaci trattamenti, come quelli presentati e discussi nella Tavola rotonda ‘La teragnostica come medicina di precisione nel management dei NET’ nei giorni scorsi al PalaCongressi di Rimini, durante il XIV Congresso Nazionale di Medicina Nucleare. Proprio riguardo ai tumori neuroendocrini gastro-entero-pancreatici (GEP-NET) è stata annunciata nel corso dell’evento l’approvazione da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) di Lutathera, un nuovo radiofarmaco messo a punto da Advanced Accelerator Applications (AAA) indicato nel trattamento dei GEP-NET ben differenziati, progressivi, non asportabili o metastatici, positivi ai recettori per la somatostatina. Dai risultati degli studi clinici in cui è stato testato, Lutathera è in grado di ridurre il rischio di progressione della malattia e decesso, mantenendo un buon profilo di sicurezza per il paziente. Il farmaco aveva già ricevuto il via libera dalla Commissione Europea e, da tempo, era atteso nel nostro paese, non soltanto dai medici ma anche dai pazienti. Dall’AIFA ha anche ricevuto il bollino di ‘massima innovatività’, a conferma del ruolo ricoperto nel colmare un vuoto terapeutico evidente. “L’approvazione della rimborsabilità per Lutathera è un grande obiettivo perché viene reso possibile l’accesso a questa terapia a tutti i pazienti per i quali c’è l’indicazione terapeutica e non più solo ad un numero limitato di essi. Per i pazienti affetti da tumore raro ottenere pari dignità di trattamento è molto importante perché le opzioni terapeutiche possibili sono ridotte rispetto a quelle dei tumori più comuni”, ha affermato Maria Luisa Draghetti, presidente di Net Italy onlus. La tavola rotonda ha sottolineato all’importanza di diagnosi mirate e terapie personalizzate per i pazienti colpiti da tumori neuroendocrini e quali percorsi clinici multidisciplinari avviare contro i tumori rari. “Si tratta di una delle armi a disposizione per il management terapeutico dei tumori neuroendocrini avanzati – ha spiegato Piero Ferolla, coordinatore del Comitato Scientifico Nazionale dell'AI.NET – Dopo un'accurata valutazione multidisciplinare, che coinvolga tutti gli specialisti che si occupano di tumori neuroendocrini, la scelta dell'approccio terapeutico va individualizzato nel singolo paziente, sulla base delle caratteristiche individuali e di quelle del tumore. Spesso sono possibili nel tempo differenti approcci terapeutici in sequenza, in grado di consentire il controllo della malattia ed una buona qualità di vita anche per molti anni”. (EUGENIA SERMONTI)

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