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Maurizio Gasparri elogia l'inno nazionale dell'Urss

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Andrea Tempestini
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Il mondiale brasiliano, Maurizio Gasparri, lo vive con passione e una compulsiva voglia di cinguettare. Del suo tweet dopo l'esordio vincente degli azzurri contro l'Inghilterra se n'è perlato per giorni, quell'"inglesi boriosi e coglioni" tanto genuino quanto discusso. Ma il senatore azzurro tira dritto per la sua strada, si "scazzotta" in radio col britannico John Peter Sloan e archiviata la Regina Elisabetta volge lo sguardo al futuro. E' ottimista, Gasparri, e così su Twitter così che la Nazionale di Cesare Prandelli non deve mollare, deve crederci sempre. #crediamoci perchè è l'Italia, perchè il disfattismo non serve, sará dura, ma siamo da sempre tra i leader tetracampioni— Maurizio Gasparri (@gasparripdl) 22 Giugno 2014 Poi alla mezzanotte scendono in campo gli Stati Uniti. La televisione dell'azzurro Gasparri è accesa e sprigiona le note di The Star-Spangled Banner, l'inno della nazionale a stelle e strisce. Una melodia che emoziona Gasparri ("Sempre bello e solenne"). E anche se la guerra fredda l'abbiamo archiviata da un venticinquennio (molto) abbondante, al forzista l'inno "yankee" fa venire in mente quello degli storici rivali, i rossi dell'Urss, oggi Russia di Putin: Gimn Rossijskoj Federacii (l'inno fu riadottato da Putin nel 2000, quando reintrodusse quello dell'Unione Sovietica che era stato cambiato per decreto nel 1991, dopo il crollo del blocco). E, a sorpresa, Gasparri si spende anche nel sentito elogio del solenne motivetto comunista. Di seguito il tweet. Sempre bello e solenne l'inno Usa, quello russo poi, sopravvissuto al comunismo, va salvato anche in caso di (propabile) esclusione Russia— Maurizio Gasparri (@gasparripdl) 22 Giugno 2014 Gasparri è diventato comunista?

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