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Sostenibilita

Il 'White Paper' della Cina che punta sulle rinnovabili e non rinuncia al nucleare

Finanziamenti extra per il Tibet per garantire lo sviluppo energetico

Nel suo Libro Bianco la Cina si assume l'impegno a sviluppare fonti energetiche nuove e rinnovabili, allo scopo di tutelare l'ambiente e stimolare lo sviluppo sostenibile

24 Ottobre 2012

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Il 'White Paper' della Cina che punta sulle rinnovabili e non rinuncia al nucleare
Nel suo Libro Bianco la Cina si assume l'impegno a sviluppare fonti energetiche nuove e rinnovabili, allo scopo di tutelare l'ambiente e stimolare lo sviluppo sostenibile

Beijing, 24 ott. - (Adnkronos/Xinhua) - La Cina accelera sulle fonti rinnovabili, sul risparmio e sull'efficienza energetica, e lo fa chiamando a raccolta anche il capitale privato, invitato ad investire in questi settori, e puntando alla cooperazione internazionale. Tra enegia pulita, accessibilità ai servizi per tutti (anche per le aree abitate dalle minoranze etniche), biomassa, eolico, solare ed idroelettrico, il Paese non abbandona la strada del nucleare nè quella dei combustibili tradizionali, sebbene in un'ottica di sicurezza e di sviluppo sostenibile.

Le linee guida della politica energetica cinese sono contenute nel 'White Paper', il Libro Bianco presentato oggi dall'Ufficio Informazioni del Consiglio di Stato in vista del 2015, anno entro il quale la Cina dovrà ridurre il consumo di energia, per unità di prodotto interno lordo, del 16% rispetto ai livelli del 2011. Tra le parole d'ordine, c'è "risparmiare": "in quanto Paese dalla vasta popolazione e dalle risorse relativamente insufficienti, la Cina deve percorrere la strada del risparmio", si legge nel documento. E il percorso passerà attraverso la tecnologia, il basso consumo di risorse, la riduzione dell'inquinamento luminoso, la sicurezza.

In questo suo Libro Bianco la Cina si assume l'impegno a sviluppare fonti energetiche nuove e rinnovabili, allo scopo di tutelare l'ambiente e stimolare lo sviluppo sostenibile. Lo sviluppo di questo settore rappresenta, per il 'White Paper', una misura strategica per promuovere uno sviluppo energetico diversificato e pulito e nuove industrie strategiche.

La Cina, quindi, punterà su energia idroelettrica, solare ed eolica, ma senza abbandonare il nucleare: si cercherà infatti una via sicura ed efficiente per il suo sviluppo. Sebbene il Libro Bianco preveda di aumentare la quota di combustibili non fossili, nell'ambito del consumo primario di energia, arrivando all'11,4%, e di aumentare la capacità di generazione installata al 30% entro la fine del 2015, si punta ugualmente allo sviluppo 'pulito' dei combustibili fossili in un'ottica di tutela ambientale, risparmio energetico e riduzione delle emissioni.

Rientra in quest'indirizzo, uno sviluppo dell'industria del carbone che preveda la meccanizzazione e la messa in sicurezza delle miniere, migliorando e ricostruendo al fine di eliminare i sistemi produttivi obsoleti. Allo stesso modo, si intensificheranno anche gli sforzi nella prospezione e nello sfruttamento delle risorse convenzionali di petrolio e gas e si punterà ad aumentare la produzione annuale di gas di scisto (6,5 miliardi di metri cubi entro il 2015).

Inoltre, il Paese aumenterà la costruzione di impianti di stoccaggio di energia e di trasporto. Per raggiungere questi obiettivi, il Libro Bianco specifica che "tutti i progetti indicati nel programma energetico nazionale sono aperti al capitale privato".

In pratica, la Cina incoraggia i privati ad investire nel settore energetico, dall'esplorazione alla costruzione di reti di gasdotti e oleodotti e nell'energia elettrica, dal petrolio alle rinnovabili. Ma si punta anche alla cooperazione e agli scambi internazionali "per salvaguardare la sicurezza energetica globale". Una cooperazione reciprocamente vantaggiosa, secondo il documento.

Infine, con il White Paper la Cina si impegna ad aumentare e migliorare l'accesso all'energia sviluppando servizi sia nelle aree rurali sia in quelle urbane e di frontiera e nelle aree abitate da minoranze etniche, per fare in modo che l'elettricità si accessibile a tutti entro la fine del 2015. In quest'ottica il governo fornirà "finanziamenti extra" per lo sviluppo energetico al Tibet, con investimenti diretti che ammontano nel periodo 2011-2015 a 900 milioni di yuan.

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