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La discarica via d'uscita per la gestione dei rifiuti, interessata il 46% della spazzatura

Nell'Ue la percentuale si attesta al 38%

Una soluzione tutta italiana, come confermano i dati del Rapporto Rifiuti Urbani 2012 dell'Ispra

23 Novembre 2012

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La discarica via d'uscita per la gestione dei rifiuti, interessata il 46% della spazzatura
Una soluzione tutta italiana, come confermano i dati del Rapporto Rifiuti Urbani 2012 dell'Ispra

Roma, 23 nov. - (Adnkronos) - Per la gestione dei rifiuti urbani la discarica rappresenta ancora la via d'uscita. Una via d'uscita però tutta italiana, come confermano i dati del Rapporto Rifiuti Urbani 2012 dell'Ispra. L'analisi dei dati relativi all'anno 2010, evidenzia che lo smaltimento in discarica interessa il 46% dei rifiuti urbani prodotti mentre nell'Ue la percentuale si attesta al 38% (in media 185 kg/abitante per anno).

Il restante 54%, invece, viene avviato a recupero, trattamento e smaltimento. In particolare, il 19% è sottoposto a operazioni di recupero di materia (escluso il compostaggio), il 16% è incenerito con recupero di energia, il 12% è avviato a processi di trattamento biologico di tipo aerobico o anaerobico (il 10% a compostaggio, il 2% a digestione anaerobica); l'1% viene recuperato per produrre energia in impianti produttivi, quali i cementifici, e la stessa quota viene, dopo il pretrattamento, utilizzata per la ricopertura delle discariche.

In Europa, invece, circa il 22% è avviato a incenerimento (109 kg/abitante per anno), mentre circa il 25% (121 kg/abitante per anno) e circa il 15% (71 kg/abitante per anno) sono avviati, rispettivamente, a riciclaggio e compostaggio. Nell'ultimo quinquennio, il consolidamento dell'attuazione delle politiche e delle normative comunitarie volte alla riduzione dei rifiuti destinati alla discarica, ed in particolare dei rifiuti biodegradabili, hanno dato frutti considerevoli.

A livello di Ue 27, tra il 2006 e il 2010 si registra una flessione del 14%, mentre tra il 2009 e il 2010 la riduzione è del 2,9%. Il dato si diversifica notevolmente sul territorio dell'Unione. In particolare, il ricorso alla discarica è ancora preponderante nei nuovi Stati membri (con una media pro capite di 254 kg/abitante per anno), nell'ambito dei quali si segnalano percentuali superiori al 90% in Lettonia, Lituania e Romania e una percentuale del 100% in Bulgaria.

Tra i vecchi Stati membri (caratterizzati da una media di smaltimento in discarica pro capite di 167 kg/abitante per anno), si segnalano percentuali di ricorso alla discarica prossime allo zero in Germania e nei Paesi Bassi, mentre altri quattro Paesi (Austria, Svezia, Belgio e Danimarca) si attestano a percentuali inferiori al 5%. Una situazione opposta si registra per quanto riguarda l'incenerimento (comprensivo del recupero energetico), che è di gran lunga più diffuso nell'Ue 15 (con una media di 134 kg/abitante per anno) che nei nuovi Stati (in media 12 kg/abitante per anno).

Anche il riciclaggio e il compostaggio (che comprende, oltre al trattamento aerobico della frazione biodegradabile, anche quello anaerobico) risultano più diffusi nei vecchi Stati membri (143 e 87 kg/abitante per anno, rispettivamente per riciclaggio e compostaggio) che in quelli di più recente adesione (36 e 12 kg/abitante per anno rispettivamente per riciclaggio e compostaggio).

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