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Sostenibilita

Cresciuti dell'8,5% in un anno i costi di luce e gas, Bologna la città più cara

E' quanto emerge da Facile.it

L'indagine è stata svolta a livello nazionale con focus su 15 province diverse

4 Dicembre 2012

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Cresciuti dell'8,5% in un anno i costi di luce e gas, Bologna la città più cara
L'indagine è stata svolta a livello nazionale con focus su 15 province diverse

Milano, 4 dic. - (Adnkronos) - Bollette di gas e luce più care: in appena un anno ogni famiglia italiana ha sborsato l'8,5% in più. Bologna la città con i costi complessivi più alti. E' quanto emerge da un'indagine di Facile.it, sito leader del mercato della comparazione. L'indagine, svolta a livello nazionale con focus su 15 province diverse, ha evidenziato che, per quanto riguarda il gas, quelle in cui i costi sono cresciuti in maniera più sostenuta sono tutte al sud e tutte con un consumo notevolmente inferiore a quello medio nazionale, di 1.400 metri cubi: Bari e Napoli, dove ogni famiglia ha utilizzato in media 810 metri cubi di gas, hanno registrato gli aumenti tariffari più alti, rispettivamente dell'8,18% e dell'8,05%, seguite da Palermo e Reggio Calabria, con il 7,96% e il 7,76%.

"Questi aumenti così sostenuti in regioni con clima mite e, quindi, con consumi mediamente bassi riguardo al gas per riscaldamento sono stati causati soprattutto dalle elevate crescite dei servizi di rete della bolletta del gas per le fasce basse dei consumi, in un anno queste hanno registrato un incremento di circa il 25%" dichiara Alberto Genovese, ad di Facile.it.

Quanto all'energia elettrica gli aumenti hanno sfiorato anche il 12%: Trieste (11,8%), Bari e Pisa (11,7%) e Milano (11,5%) sono le province in cui i costi sono saliti maggiormente, anche se quella in cui si è registrato il maggiore consumo nazionale è Cagliari (3.200 Kwh rispetto ad una media nazionale di 2.700).

Per capire il dato di Cagliari, spiega Genovese, "bisogna ricordare che la città non è raggiunta dalla fornitura del gas metano, fattore che si aggiunge al suo peculiare sviluppo urbanistico: molte abitazioni, un tempo concepite come case di villeggiatura estiva e quindi pensate senza un impianto di riscaldamento vero e proprio, col crescere della città sono diventate residenze per l'intero anno e sono state dotate di riscaldamenti con pannelli elettrici o con pompe di calore che, ovviamente, consumano molto. Visto il caldo estivo, peraltro, mediamente anche i condizionatori restano accesi più a lungo e questo comporta spese maggiori".

L'analisi, inoltre, evidenzia che al Nord, dove le case sono più piccole, i nuclei familiari ridotti e il numero di ore passate fuori casa cresce, i consumi di elettricità sono notevolmente più bassi della media nazionale; Torino e Milano, ad esempio, hanno un consumo medio di 2.450 e 2.200 Kwh. Roma e Bologna, invece, hanno ancora case di dimensioni maggiori e, ad esempio, meno donne lavoratrici: ecco quindi che aumentano i consumi e si arriva a 2.900 Kwh. Bologna ha anche il non invidiabile primato delle spese maggiori: fra luce e gas, ogni famiglia ha speso in media 2.040 euro.

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