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'Dibattiti', Ronchi: governo Monti non ha alimentato sviluppo green, bene Clini

Il presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile: "Con il rischio default si è dovuto concentrare sull'obiettivo di arginare l'emergenza''. E auspica che in futuro ''il tema della green economy, come chiave di sviluppo e di nuova occupazione, sia assunto con maggiore forza''

12 Dicembre 2012

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'Dibattiti', Ronchi: governo Monti non ha alimentato sviluppo green, bene Clini
Il presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile: "Con il rischio default si è dovuto concentrare sull'obiettivo di arginare l'emergenza''. E auspica che in futuro ''il tema della green economy, come chiave di sviluppo e di nuova occupazione, sia assunto con maggiore forza''

Roma, 12 dic. (Adnkronos) - In un anno il governo Monti "non ha alimentato né politiche di sviluppo né di sviluppo green". Così Edo Ronchi, presidente della fondazione Sviluppo Sostenibile, ospite oggi ai Dibattiti dell'Adnkronos, commenta l'operato di un anno di governo tecnico in tema di green economy. Complice l'emergenza in cui l'esecutivo si è trovato ad operare. "Con il rischio di default economico-finanziario si è dovuto concentrare sull'obiettivo di arginare l'emergenza cercando di recuperare un contenimento della spesa pubblica e un aumento delle entrate", sottolinea Ronchi.

Ronchi punta il dito sulla "scelta drastica degli incentivi alle rinnovabili". Ammettendo che fosse necessario "rimodulare gli incentivi", spiega, "bisognava operare in modo diverso, essere più tempestivi" per evitare un intervento basato "su un taglio drastico che di fatto rischia di bloccare il settore".

Positivo, invece, il giudizio sul ministero dell'Ambiente guidato da Corrado Clini. "Dal punto di vista delle politiche ambientali abbiamo avuto un ministro competente come Clini che si è trovato a dover gestire situazioni difficili per tutti, ma che in un breve periodo di tempo, quale è un solo anno, ha dato segnali e preso provvedimenti, anche se parziali, sostanzialmente positivi".

Per il prossimo governo, poi, Ronchi auspica che "il tema della green economy, come chiave di sviluppo e di nuova occupazione, sia assunto con maggiore forza e convinzione".

Ronchi traccia quindi il quadro della situazione del riciclo in Italia. Nel settore degli imballaggi il riciclo tiene nonostante la crisi ma per i rifiuti urbani è ancora troppo alta la percentuale del conferimento in discarica, intorno al 48%.

In generale, spiega Ronchi, "abbiamo un po' di difficoltà però il quadro complessivo del riciclo italiano resta positivo". I numeri "non sono piccoli: sette milioni e mezzo di tonnellate di imballaggi e 4,2 milioni di tonnellate di rifiuti umidi che vanno a produrre biogas e compost".

Ci sono però alcune difficoltà "nel riciclo del legno che è l'unico settore che ha registrato una diminuzione dovuta alla crisi della produzione di pannelli di truciolato. In Italia abbiamo un'industria del mobile importante che sta avendo alcune difficoltà. Ma negli altri settori stiamo tenendo molto bene".

Il problema resta per i rifiuti urbani, "di 32 milioni di tonnellate oltre 15 vanno ancora in discarica con una percentuale intorno al 48%". Un dato che è grave "visto che abbiamo 6 paesi europei, ossia Germania, Austria, Olanda, Danimarca, Belgio e Svezia, che mandano in discarica tra lo 0 e il 3%. Questo vuol dire che fanno molto più riciclo e recupero energetico di noi" ma dimostrano anche che "è possibile arrivare quasi ad azzerare l'uso delle discariche".

Il decreto legge 'salva-infrazioni' che dà il via libera al trasferimento dei rifiuti in altre regioni, "è un provvedimento tampone quando non si sa cosa fare", afferma Ronchi.

In particolare, spiega, "siccome c'è una capacità di impianti al nord, in Emilia Romagna e Lombardia, anziché portare i rifiuti all'estero, con un aggravio anche di costi, cerchiamo di gestirli negli impianti italiani". Ma secondo Ronchi si tratta di "un provvedimento tampone per arginare una situazione critica. Malagrotta è esaurita e non possiamo più conferire in discarica perché c'è una direttiva che doveva essere applicata dal 2009 che dice che non può andare in discarica un rifiuto non trattato".

Nel Lazio, aggiunge il presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, "siamo in grado di trattare il 30% dei rifiuti e l'altro 70% dove lo mettiamo? E' un problema vero. Certo bisognava pensarci prima e non arrivare alla procedura di infrazione europea". Secondo Ronchi bisogna "organizzare un sistema di gestione dei rifiuti come funziona all'estero ma anche in molte regioni italiane". Purtroppo, conclude, "in alcune regione le scelte politiche sono state arretrate e carenti".

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