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Al mercato di Porta a Palazzo a Torino il cibo non si spreca

19 Dicembre 2019

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Al mercato di Porta a Palazzo a Torino il cibo non si spreca

Roma, 19 dic. - (Adnkronos) - Dall’inizio 2019 sono stati recuperati nel mercato di Porta Palazzo a Torino 73.919 kg di cibo ancora edibile e la raccolta differenziata nel mercato ha raggiunto il 73%, con un risparmio di emissioni di Co2 di almeno 300 tonnellate annue. Sono questi gli ultimi risultati del progetto RePoPP, Progetto organico Porta Palazzo, nato nel 2016 su iniziativa di assessorato all’Ambiente del Comune di Torino, Amiat Gruppo Iren, associazione Eco dalle Città e Novamont, con la collaborazione scientifica dell’Università di Scienze Gastronomiche.

L’obiettivo del progetto è di avviare un efficiente sistema di raccolta dei rifiuti organici e dei prodotti ortofrutticoli ancora valorizzabili nel mercato alimentare di Porta Palazzo, il più grande e culturalmente diversificato della città di Torino, attraverso attività di sensibilizzazione ed educazione alla raccolta differenziata dell’organico, di recupero e ridistribuzione delle eccedenze alimentari.

Ogni giorno, dal lunedì al sabato, gli Ecomori e le Sentinelle dei Rifiuti recuperano le eccedenze alimentari presso i banchi degli ambulanti del mercato (260 del settore ortofrutta), per poi redistribuirle ai bisognosi attraverso l’uso di cassette riempite con un mix di cibo volto a soddisfare, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo-nutrizionale, il fabbisogno di una famiglia per due giorni.

La raccolta è stata aiutata da un’attività di diffusione di buone pratiche e dalla distribuzione presso i banchi alimentari di trespoli con sacchi in bioplastica biodegradabile e compostabile Mater-Bi di Novamont. Dall’inizio del 2019 sono stati recuperati 73.919 kg di cibo ancora edibile, con una media settimanale di 216 persone che hanno beneficiato del recupero. La raccolta differenziata nel mercato ha raggiunto ormai quota 73% nel primo semestre 2019 (+20% vs 2017) con una diminuzione dell’indifferenziato dal 47% al 27% negli ultimi 3 anni e una raccolta dell’organico che si attesta su un consolidato del 20%.

Considerando che ogni kilogrammo di food waste produce tra i 2 e i 6 kg di Co2, è possibile ipotizzare che grazie a RePoPP, solamente con il recupero di cibo, sia stata risparmiata l’emissione nell’atmosfera di almeno 300 tonnellate di Co2.

RePoPP, inoltre, è un’iniziativa di economia circolare urbana in grado di rigenerare anche il tessuto sociale attraverso l’integrazione dei richiedenti asilo grazie al rapporto quotidiano e diretto con gli operatori del mercato e la creazione di una rete solidale con le persone destinatarie delle eccedenze alimentari. Nel 2019 sono stati coinvolti nel progetto 43 richiedenti asilo e 2 in attesa di permesso di soggiorno e sono stati attivati 6 tirocini e 2 contratti di lavoro (1 part time a tempo indeterminato e 1 determinato).

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