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Cristina Chiabotto, non solo 2,5 milioni di debito col fisco: che guaio con il condominio

Davide Locano
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A poche ore dalle voci che la davano in dolce attesa, per una rotondità un po' sospetta dopo il matrimonio con l' imprenditore Marco Roscio celebrato appena due mesi fa, arriva una notizia certificata (questa volta) che rende Cristina Chiabotto assai meno simpatica e amabile. L' ex Miss Italia, classe 1986, nata a Moncalieri - alta un metro e 82 centimetri, occhi color verde smeraldo, bellezza palpabile e sorriso travolgente - ha maturato debiti col fisco per 2,5 milioni di euro. Più precisamente: 2,1 milioni riguardano cartelle esattoriali dell' ex Equitalia, 252mila euro un debito con l' Agenzia delle Entrate, 93mila con la Banca Sella. Leggi anche: Cristina Chiabotto rovinata dai debiti, costretta a vendere tutto E come se non bastasse, la soubrette che ha condotto "Scherzi a parte" non si è fatta mancare nulla: ha un conto in sospeso pure con il condominio di una casa in provincia di Torino. "Iena", su Italia1 nel 2006, dopo un' intensa relazione durata 12 anni con l' attore napoletano Fabio Fulco (un amore esploso sulla pista di "Ballando con le stelle", sotto gli occhi attenti della padrona di casa Milly Carlucci), ha preferito sposare lo scorso 21 settembre il general manager di una grande cartiera piemontese (mogli, buoi... e mariti dei paesi tuoi, dice un proverbio antico) con un lussuoso ricevimento, al quale hanno partecipato 400 invitati, nella reggia di Venaria. Nozze da mille e una notte e dolce attesa erano la conclusione perfetta della favola del principe e della principessa che vissero felici e contenti. Invece la Chiabotto deve affrontare il suo maxi-debito, che già da un po' la perseguita. I conti al Tribunale di Ivrea li ha presentati qualche tempo fa, con un' istanza di ammissione alla procedura di liquidazione del debito. Il cosiddetto «fallimento del lavoratore autonomo» che non riesce a ripianare i guai con l' Agenzia delle Entrate. E ha chiesto il provvedimento "salva-suicidi", della legge varata nel 2012 per tutelare piccoli imprenditori e liberi professionisti in difficoltà. In serata, la versione della Chiabotto: «Purtroppo, in totale buona fede, mi sono affidata ai professionisti sbagliati. Sono stata mal consigliata sotto il profilo fiscale quando, ancora giovanissima, a 19 anni ho iniziato la mia attività. Ritengo giusto e doveroso pagare, come tutti, le somme effettivamente dovute. Non mi resta che attendere l' esito della procedura con la serenità di chi ha la coscienza a posto». ACCOLTA L' ISTANZA Dopo le verifiche della Guardia di Finanza che hanno accertato «un comportamento elusivo non fraudolento», il giudice Matteo Buffoni del tribunale di Ivrea ha accolto l' istanza della showgirl. Nel decreto si legge che la posizione debitoria della Chiabotto si è manifestata «in modo prorompente» già nel 2014, in conseguenza di verifiche effettuate dai finanzieri di Torino in relazione al periodo 2008-2013. E di conseguenza «ripreso a tassazione un reddito superiore rispetto a quello dichiarato». In qualità di «lavoratrice autonoma nel campo dello spettacolo» ha incassato dalla sua attività un reddito netto «quantificabile per l' anno 2019 di euro 253mila, in ragione della media dei redditi percepiti nei quattro anni precedenti e dei contratti in essere». Ora alla Chiabotto non resta che pagare. Per farlo, si è detta disposta a mettere in vendita i negozi di Torino e di Borgaro Torinese di cui è proprietaria con la sorella, la quale sembrerebbe aver già dato il consenso. Peccato però che il loro valore sia di circa 250mila euro, cifra ben lontana da quella dovuta. Non vi sarebbero inoltre altre proprietà di pregio, né vetture a lei intestate. Nella dichiarazione del 3 giugno la fidanzatina di Alessandro del Piero nello spot dell' acqua minerale aveva dichiarato di vivere con la madre casalinga, la nonna pensionata non autosufficiente e la sorella, studentessa. Aveva chiesto pertanto che le venissero riconosciuti 50mila euro annui di spese per il mantenimento di quattro persone. Ora, l' ex Miss non ci sta a passare per una furbetta e assicura che verserà le somme mancanti al fisco: «Non voglio sottrarmi al mio dovere, anzi. Vorrei solo fosse rispettato un principio valido per chiunque, cioè che l' ammontare dovuto di tasse si basi su quanto effettivamente guadagnato». di Daniela Mastromattei

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