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I Forconi marciano su Sanremo: i conduttori guadagnano troppo

Fazio e Littizzetto

Fabio e Lucianina: cachet da 900mila euro. Un bottino che non va giù ai movimenti di protesta che annunciano manifestazioni durante la kermesse musicale

Ignazio Stagno
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Più arrembanti dei parlamentari a Cinque Stelle, più incazzati di Grillo, più determinati di Casaleggio: dopo alcune settimane di silenzio, tornano i forconi. Li avevamo lasciati ai caselli autostradali, accampati in piazze e rotonde, in Puglia 13 sono pure finiti ai domiciliari per aver paralizzato un centro commerciale. Li ritroviamo a meno di un mese da Sanremo, pronti a marciare contro l'Ariston e i compensi milionari dei conduttori, l'inossidabile duo Fazio-Littizzetto. Ad annunciare «clamorose contestazioni», il prossimo 18 febbraio - data d'inizio dell'appuntamento canoro - è stato, ieri, Roberto Jonghi Lavarini, militante di destra votato alla protesta dei forconi. In un comunicato ha anticipato la marcia sanremese. Nel mirino i due superconduttori di Che tempo che fa e i loro superstipendi, di - rimarca Lavarini - «rispettivamente 600 e 300 mila euro». Da qui la dura contestazione della «destra sociale e radicale italiana (quella con i forconi)». Perché che i «due sinistri» Fazio e Litizzetto, «già superpagati per la loro trasmissione», si piglino un altro milioncino è una cosa che non va giù al popolo dei contestatori in nero.  «Un milione di euro di soldi pubblici per la loro penosa e ripetitiva recita a San Remo, piena di banalità ed ipocrita finto moralismo, è una vergogna nazionale, uno schiaffo alla miseria, soprattutto in questo momento di profonda crisi economica e sociale» rimarca Lavarini, alla testa della rivolta per «denunciare pubblicamente come vengono buttati via i nostri soldi di tasse e canone Rai». L'attivista di destra è stato anche stretto con le stime, perché il festival, nel complesso, di euro ne costerà 18 milioni. E Fazio, oltre a quei 600mila euro, si porterà a casa anche i diritti d'immagine. Il tutto, ovviamente, in aggiunta ai due milioni di euro che rappresenta il cachet per Che tempo che fa, mentre la Littizzetto per salire sul palco dell'Ariston di euro effettivi ne intascherà 350mila. Il «tutti a casa» inizialmente rivolto dai forconi ai politici, si allarga così anche al mondo dello spettacolo. Ma l'ira non è senza conseguenze. Mercoledì, infatti, i carabinieri hanno eseguito all'alba 6 arresti domiciliari e 14 obblighi di dimora a carico di altrettante persone che a dicembre parteciparono alla protesta dei forconi tra Barletta, Molfetta, Bisceglie e Canosa di Puglia. Anche in questo caso gli ambienti sarebbero quelli dell'estrema destra. I sei finiti ai domiciliari fecero irruzione dentro l'ufficio postale di Canosa, scatenando l'inferno. Affissioni strappate, minacce, uffici paralizzati, panico tra i clienti. Un'anziana accusò un malore. La protesta si allargò ad alcuni centri commerciali di Molfetta, costretti a chiudere e al mercato di Barletta. Era il giorno di Santa Lucia. Il 17 gennaio la polizia ne aveva arrestati altri 7 per fatti analoghi avvenuti - sempre a dicembre - ad Andria e Barletta, per altri 18 è stato disposto l'obbligo di dimora. Metti un po' di antipolitica, una buona dose di crisi, un po' di ideologia nera, ed ecco che la miccia è già accesa. di Filippo Manvuller

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