Perle opposizioni è «il megafono del governo». Per l’Osservatorio dell’Università di Pavia è «il più equilibrato degli ultimi 15 anni». Parliamo del Tg1 guidato da Gianmarco Chiocci che, dicono i dati elaborati come sempre seguendo i criteri stabiliti dall’Agcom, ha dato più spazio alle opposizioni (il 32,1%) che al governo (il 22,9%). Scrivono nel loro report gli esperti - che son o indipendenti dalla Rai e dalla politica -, che se si guarda al dato storico del Tg1: «La media del tempo di parola risulta pari al 33,5% per il governo e al 22,7% per le opposizioni», ma da quando Chiocci è diventato direttore, nel giugno 2023, «la media della quota di tempo in voce dedicata al governo è stata del 22,9% inferiore di un terzo a quella media dedicata all’Esecutivo nel quindicennio in oggetto (33,5%) e, a maggior ragione, a quella dedicata al governo dalle direzioni precedenti della testata, sempre nel periodo considerato (35,2%). La quota di tempo in voce dedicata alle opposizioni durante il Tg1 durante la presente direzione (32,1%) è superiore di poco meno di un terzo a quella della media totale del periodo (22,7%)».
L’Osservatorio dell’Università di Pavia rileva anche che «se si prendono in considerazione solo i periodi in cui vi è stata una dialettica parlamentare ordinaria, al di fuori, quindi, dei governi tecnici di larghe intese (Monti e Draghi), la media di tempo in voce dedicata alle opposizioni dalla presente direzione, quindi, risulta superiore del 15% a quella dedicata alle opposizioni dalle direzioni precedenti». Questi dati sono stati svelta dallo stesso direttore Chiocci nel corso di una riunione con la redazione del Tg1, convocata dopo l’uscita delle indiscrezioni che vorrebbero Chiocci prossimo a lasciare il Tg1 per traslocare a Palazzo Chigi col ruolo di portavoce della premier Giorgia Meloni, che lo vorrebbe al suo fianco in vista della volata finale che porterà alle elezioni nella primavera del 2027. Chiocci alla redazione voluto precisare la sua posizione: «Non me ne vado. Ho avuto contatti in passato, come ne ho ogni giorno anche per altre proposte. Sto bene qui dove do l’anima ogni giorno. Da qui al voto ci saranno mille indiscrezioni, lo dico oggi per sempre: quando arriverà davvero una proposta che accetterò, avviserò subito voi e l’azienda».
Chiocci avrebbe tranquillizzato i colleghi (circa un centinaio tra quelli in presenza e quelli collegati da remoto) sugli ascolti, imputando il leggero calo all’assenza del traino durante il periodo estivo, dei programmi di intrattenimento. Insomma almeno per il momento tutto dovrebbe rimanere com’è. Sempre le indiscrezioni seguite alle rilevazioni de Il Foglio, in pole position per prendere il posto di Chiocci - nel caso dovesse accettare il nuovo incarico - ci sarebbe Nicola Rao, direttore del Gr e d Radio1. Una scelta che, però, darebbe vita a una nuova girandola di nomine tra le direzioni Rai. Le parole di Chiocci, per, sembrano raffreddare tutte queste indiscrezioni.