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Il ritorno in prima serata, il caso Pucci e Sanremo: Bonolis a tutto campo

di Alessandra Menzanilunedì 9 febbraio 2026
Il ritorno in prima serata, il caso Pucci e Sanremo: Bonolis a tutto campo

4' di lettura

A lui la prima serata non mancava per niete. Ma è comunque bello che Paolo Bonolis, uno dei numeri uno della tv, riappaia in prime time con un programma musicale come Taratata, format francese che ha un modo di raccontare la musica diverso e profondo. Al netto del fatto che qualsiasi cosa conduca Bonolis, viene immediatamente elevata grazie allo spessore dell’uomo, ala velocità, all’eloquio mai banale.
Qui siamo su Canale 5, due puntatone, una stasera e una lunedì prossimo, dal super moderno teatro Chorus Life Arena di Bergamo: un palco centrale con il pubblico disposto in modo circolare a 360 gradi. Quattromila cinquecento persone in totale che incitano lo show: “Una bellissima occasione per godere della musica senza che ci sia una gara. Ci saranno duetti e “trietti””, dice Bonolis.
Ferdinando Salzano, capo di Friends and Partners che organizza concerti, fa notare la gentilezza di Bonolis: “L’unico conduttore che ho visto salutare, uno a uno, tutti i musicisti sul palco”. E ce ne sono circa ottanta. “Hanno accolto, su mia richiesta, di aprire la puntata con un omaggio a Ennio Morricone in stile metallaro, erano tutti felicissimi, un po’ indemoniati”, dice Paolo.
Stasera ci saranno Luciano Ligabue, Elisa, Giorgia, Emma, Biagio Antonacci, Max Pezzali e Giorgio Panariello.

Giorgia dà il via, con un medley delle sue canzoni più amate, poi sceglie come cover “Human Nature” di Michael Jackson;  con Emma fa “Oro nero”;  infine duetta con Max Pezzali sulle note di “Hanno ucciso l’Uomo Ragno”. “Ci teneva tanto”, ha assicurato Bonolis, che spiega: “Se si fa una trasmissione di musica si deve trovare un binario di narrazione, non limitarsi a “entra questo, entra quello”: abbiamo trovato i luoghi dove sono state scritte le canzoni: la provincia, la città, la periferia. E cita Ibrahimovic: poi togliere il bambino dal ghetto ma non puoi togliere il ghetto dal bambino”. 
Pezzali canta Una canzone d’amore, Ligabue fa ballare tutti con Happy Hour e poi incanta con il pezzo di Ivano Fossati, “La musica che gira intorno”.  E poi un duetto davvero inedito: Ligabue con Emma, con il pezzo “Quella che non sei”. Sempre Emma, questa volta con Elisa, canta “Brutta storia”. Ancora Elisa, con Caterina Caselli sul palco, canta “Insieme a te non ci sto più”. Il gran finale è un duetto tra i due sulle note di “A Modo Tuo”. E poi “Certe Notti”, “che è stata la colonna sonora di almeno tre generazioni”. Insomma, una specie di serata dei duetti sanremese, ma non siamo a Sanremo.
“Ci saranno momenti di analisi, non eccessivi”, dice il conduttore accennando alle interviste con gli artisti. Spingendosi sul personale, racconta:  “Per me la musica è importante, come per tutti. Ho 65 anni, la mia canzone preferita è  “Stand By Me”, legata al mio anno di nascita. Amo anche “Creep” dei Radiohaed: sono andato con mia figlia Adele al loro concerto ma non l’hanno cantata. Poi amo i  Queen, il rock in genere, tutto quanto”. 
Nella seconda puntata, lunedì prossimo, gli ospiti saranno Annalisa, Alessandra Amoroso, Luca Carboni, Gigi D’Alessio, Fiorella Mannoia, i Negramaro ed Edoardo Leo.

E in futuro? Bonolis tornerà finalmente con uno dei suoi cavalli di battaglia, su Canale 5, “Il senso della vita”, però riveduto con delle profonde novità. “Dovremmo farlo in autunno, ma se lo mettono in onda non oltre le 23, se no più che il senso della vita diventa il senso del trapasso”. “Ciao Darwin”? “No! Se lo scordano, è un programma faticosetto, e poi l’ho fatto tante volte”. 

 Esclude di tornare alla conduzione di Sanremo, anche se in molti lo evocano e se fu lui nel 2005 a innovarlo in modo radicale. “Sanremo ha bisogno di un binario narrativo, non può essere solo la gara, per argomenti e sostanza è una cosa che non vedo più, forse per ragioni commerciali: non essendoci controprogrammazione, Sanremo viaggia da solo e non si pone più il problema”.  Difende Andrea Pucci per gli attacchi e le minacce alla famiglia che lo hanno portato a ritirarsi dal Festival 2026. “Andrea lo conosco, è un  bravissimo comico, se ha rinunciato per quelle ragioni ha fatto più che bene. Io non ho social, ho un vecchio Nokia, non so chi siano gli haters, non so chi mi odia”. Bonolis difende pure Povia, che fu lui a scoprire: “Mi ha scritto tempo fa di una canzone che riguarda la scolarizzazione, ma ammetto di non averla sentita. Scrive bene, poi politicamente può essere giudicato indigesto, ma io lo richiamerei. Ma tanto non succederà che torno a Sanremo”.  Per ora sta bene come e dove sta. Nella nuova prima serata che ormai inizia sempre più tardi, quasi alle 22. “Oggi c’è questa gioiosa battaglia dell’access prime a chi ce l’ha più lungo”, scherza riferendosi al duello tra “Affari tuoi” e “La ruota della fortuna””.  Bonolis, che ha figli e nipoti in Usa (la prima moglie era americana) commenta infine le vicende di Donald Trump: “Un momento complicato per l’America. Credo che questa deriva cambierà presto, a causa dei livelli psichiatrici raggiunti”.