Il Festival di Sanremo ha rotto il ghiaccio, l’Ariston si è acceso e la prima serata è scivolata via veloce. Tanti si sono presi la scena, da Serena Brancale con un brano dedicato alla mamma scomparsa a Can Yaman con la sua figura statuaria, fino ad Arisa, Levante, Fulminacci e le singolari Bambole di Pezza.
È, però, sicuramente Ermal Meta a piazzare il brano politico che più richiama ai temi d’attualità. La sua Stella stellina – di chiaro spirito proPal nella testa (e forse nel cuore) di chi l’ha ascoltata – non è una canzone da replay compulsivo, ma una preghiera laica, una ninna-nanna straziata che non scivola mai nel patetico. Il brano, con aperture mediorientali e la produzione raffinata di Dardust, racconta – secondo Repubblica - "il tema più straziante, la morte di una bambina nell’inferno di Gaza con la delicatezza dell’artista" un tema che molti altri cantanti evitano, oppure edulcorano. Ermal non ci prova nemmeno a essere popolare, non cerca il ritornello che si fissa in testa: decide invece di mettere al centro il dolore e la contemporaneità. E piazza sul bavero della giacca la parola "Amal", che in arabo significa “speranza” e che allude ai bambini vittime di guerra.
Sanremo 2026, la prima serata: Conti, Pausini e niente politica. La classifica dei primi 5 cantanti in gara
Al via la 76esima edizione del Festival di Sanremo. Dal palco dell'Ariston il direttore artistico Carlo Conti conduc...E così la sua proPal/Stella stellina diventa un pugno nello stomaco declinato in note e parole, un racconto forte che ne fa l'idolo della sinistra. Tra quelli che hanno apprezzato c’è sicuramente la Repubblica, che gli ha dato un bel otto nella pagella della prima serata, tra i voti più alti di una lineup altrimenti divisa tra ballad radiofoniche e pezzi da club. C’è chi storce il naso, chi dice che certe tematiche non siano da Sanremo, chi invoca Povia e paragona la performance a un effetto già visto. Ermal Meta ha rischiato, ha scelto la guerra e le sue conseguenze come soggetto, senza semplificare. E se la musica italiana ha bisogno di qualcosa di più della solita hit estiva, di sicuro Ermal Meta ha cantato Stella che non brilla, ma pesa.




