Libero logo

Gino Paoli e Ornella Vanoni, storia di un'amore doloroso: "Sofferenza tremenda"

martedì 24 marzo 2026
Gino Paoli e Ornella Vanoni, storia di un'amore doloroso: "Sofferenza tremenda"

2' di lettura

La musica italiana perde uno dei suoi interpreti più magnifici: Gino Paoli è morto nella notte, aveva 91 anni. Ci lascia quattro mesi dopo la dipartita di Ornella Vanoni, alla quale fu legato da un lungo e tormentato amore che, in una certa misura, non è mai finito.

A raccontare la profondità di quel legame basta un gesto. Quando Vanoni scomparve, Paoli affidò ai social un ricordo asciutto: una foto in bianco e nero che li ritraeva giovanissimi al pianoforte, lui intento a suonare, lei appoggiata con una collana di perle. Nessuna parola, solo un’immagine capace di restituire l’intimità di un rapporto che ha attraversato decenni.

La loro storia inizia all’alba degli anni Sessanta, negli studi della Ricordi. Da quell’incontro nasce un sodalizio artistico destinato a lasciare un segno profondo nella canzone italiana, sodalizio che si è intrecciato a una relazione sentimentale complessa. Paoli, già sposato, scrive per Vanoni alcuni dei brani che ne definiranno l’identità musicale, tra cui Senza fine e Che cosa c'è.

La stessa Vanoni ha più volte ricordato la dimensione dolorosa di quell’amore: "Quando è scoppiato l'amore con Gino Paoli, lui era sposato e io mi sono sposata poco dopo. Una sofferenza tremenda, altro che scandalo". Parole che restituiscono la tensione di un legame vissuto tra passione e conflitto, lontano da ogni narrazione romantica semplificata.

Eppure proprio da quella complessità nascono canzoni destinate a diventare immortali. "Senza fine", con il suo andamento sospeso e il finale in dissolvenza, sembra tradurre in musica un sentimento incapace di esaurirsi. "Che cosa c'è" ne raccoglie l’eco più malinconica, trasformando l’inquietudine in eleganza.

Dopo la fine della relazione, il rapporto tra i due non si interrompe. Nel tempo si trasforma in un dialogo artistico e umano fatto di rispetto e complicità, che li porterà a ritrovarsi sul palco e in studio, fino a diventare simbolo di un legame capace di evolversi senza spezzarsi. Anche negli ultimi anni, tra celebrazioni e ricorrenze condivise, quel filo non si era mai davvero reciso. E le ultime conferme arrivarono proprio dalla Vanoni.