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I David di Donatello ignorano i film di successo

di Daniele Priorigiovedì 2 aprile 2026
I David di Donatello ignorano i film di successo

3' di lettura

Nomination con sorpresa per l’edizione numero 71 dei David di Donatello. C’è un testa a testa che pochi avevano pronosticato e almeno la fotografia di due Italie sommamente diverse, rappresentate ne La grazia del premio Oscar Paolo Sorrentino, nominato 14 volte dall’Accademia dei David e nel racconto di strada outsider del Veneto profondo e un po’ alcolizzato messo a fuoco dal regista di nuova generazione Francesco Sossai (classe ‘89) che concorrerà per la vittoria di ben 16 statuette col suo Le città di pianura. Entrambi in corsa sia per il miglior film sia per la miglior regia. Categorie quasi gemelle che vedono candidati anche un’altra mezza sorpresa, almeno per il numero di nomination ottenute, ben 13, con Le assaggiatrici di Silvio Soldini, Fuori di Mario Martone con 8 e Cinque secondi di Paolo Virzì con 4 in lizza per il miglior film ma non per la miglior regia dove si alterna con La città proibita di Gabriele Mainetti (8 candidature). OSCAR

In totale le pellicole che si sfideranno nel nuovo Teatro 23 di Cinecittà la prima serata del prossimo 6 maggio saranno ben 29 nelle quali gli attori, i registi, gli sceneggiatori e i tecnici si contenderanno a tutti i livelli gli Oscar del cinema italiano 2026. Cerimonia che, come da tradizione, sarà ripresa e mandata in diretta anche dalle telecamere di RaiUno e condotta da una strana coppia: il cavallo di ritorno Flavio Insinna e la star della moda italiana famosa nel mondo, Bianca Balti. Un inedito duo che avrà anche la spalla di altri ospiti, come preannunciato dal direttore del Prime Time Rai, Williams Di Liberatore, a favore di un mix tra spettacolo godibile e ritmo necessario nelle “messe solenni” che sono premiazioni e affini.

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Anche perché le categorie sono davvero tante. Tra loro ce n’è una già definita dal pubblico, quella del David dello spettatore assegnato al super campione di incassi Checco Zalone col suo Buen Camino che però assieme a Follemente di Paolo Genovese, altro campione al box office, saranno in gara solo per la miglior canzone originale. Un particolare che a ben vedere restituisce il terzo identikit del cinema italiano, quello popolare che esiste nonostante lo snobismo degli “accademici”. Altre grandi assenti, nelle categorie che contano, sono le donne, compensate con una iper rappresentanza tra i registi esordienti. Una strana sproporzione che ha invitato la presidente dell’Accademia, Piera De Tassis a rivolgere il proprio incoraggiamento ai produttori affinché credano di più nella creatività femminile che, appunto, si prende ben quattro delle cinque nomination per gli esordi con Breve storia d’amore di Ludovica Rampoldi, Gioia mia di Margherita Spampinato, La vita da grandi di Greta Scarano e Paternal Leave di Alissa Jung. Unico esordiente uomo dietro la macchina da presa Alberto Palmiero con Tienimi presente.

Nelle categorie solo rosa, però, ci sono leonesse come Valeria Golino che prende addirittura due nomination per Fuori come miglior attrice protagonista nel bellissimo ruolo della scrittrice Goliarda Sapienza e in Breve storia d’amore come non protagonista. Doppietta di nomination andata in sorte anche all’altra grande Valeria del cinema italiano: la Bruni Tedeschi in lizza perla migliore non protagonista in Cinque secondi, dove recita in coppia con un eccezionale Valerio Mastandrea (in gara invece come miglior attore protagonista) e per il ruolo di primadonna nel film Duse dove ha interpretato la Divina ammaliatrice di Gabriele D’Annunzio.

Da segnalare, sempre nella sestina delle attrici protagoniste la differenziazione anagrafica che vede tra le nominate due talenti siciliani: la splendida 83enne palermitana Aurora Quattrocchi, protagonista di Gioia mia e la giovane 22enne di origini siracusane Tecla Insolia, protagonista di Primavera. Tra gli attori protagonisti oltre alla doppietta di nomination per Le città di pianura (che prende due nomination anche tra i non protagonisti, una dei quali è per l’esilarante Andrea Pennacchi). Da segnalare, infine, la candidatura di Claudio Santamaria con Il nibbio nel ruolo dello 007 italiano Nicola Calipari, ucciso in Iraq nel 2005.

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