"Se io fossi stato un uomo di sinistra, diciamo una sinistra ragionevole, non ci sarei andato a quella manifestazione. Però ognuno fa quel che gli pare e si becca pure le conseguenze, per corresponsabilità".
Bastano pochi secondi a Paolo Del Debbio, nel bel mezzo della puntata di Dritto e rovescio in onda su Rete 4 giovedì sera 5 febbraio, per mettere i punti sulle "i" e ricordare ai partiti delle opposizioni un principio di buon senso che dovrebbe andare al di là dei colori politici.
La manifestazione di sabato pomeriggio a Torino a sostegno di Askatasuna era ampiamente annunciata come momento di scontro tra gli antagonisti vicini al centro sociale sgomberato a fine 2025 e le forze dell'ordine. L'entità della guerriglia ha poi superato anche le previsioni più fosche, con gli agenti della polizia assaltati e presi addirittura a martellate.
In piazza, però, c'erano anche vari esponenti del centrosinistra, dal Partito democratico al Movimento 5 Stelle fino ad Alleanza Verdi Sinistra, forse il partito che in questi anni ha dimostrato più vicinanza ideologica e organizzativa ad Askatasuna. E dopo quelle tremende scene da guerra civile, si sono affrettati tutti a difendere i manifestanti, dietro lo slogan dei "pochi violenti", minimizzare gli scontri, accusare il governo per la gestione della sicurezza. Le prese di distanza da Askatasuna sono state minime, formali, quasi irrilevanti rispetto all'impostazione generale dei commenti. Da qui, le parole dure di Del Debbio, accolte da un applauso dello studio di Dritto e rovescio.
"Se io fossi stato un uomo di sinistra non ci sarei andato a quella manifestazione"
— Dritto e rovescio (@Drittorovescio_) February 5, 2026
Paolo Del Debbio a #drittoerovescio sulla manifestazione violenta di #Torino pic.twitter.com/CZISNMsnZQ




