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Danza: riparte da Pisa giovedi' prossimo la Piattaforma italiana (2)

domenica 18 maggio 2014
Danza: riparte da Pisa giovedi' prossimo la Piattaforma italiana (2)

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(Adnkronos) - "Partenariato, pluralita', coralita', sono queste le parole chiave per la valorizzazione e il sostegno della danza italiana", secondo Donatella Ferrante, dirigente Attivita' di danza per lo spettacolo dal vivo del Mibac. Per Beatrice Magnozzi, presidente Fondazione Toscana spettacolo "la Nid e' un'occasione preziosa per testare su scala piu' ampia, la modalita' di lavoro che ha sempre contraddistinto il nostro impegno sul territorio. Un modello cooperativo e non competitivo che si realizza attraverso l'idea di creare reti, ovvero un sistema di relazioni che non disperda risorse e tempo ma fa convergere tutti i mezzi disponibili verso importanti obiettivi condivisi". Il ruolo della Fondazione Fabbrica Europa, nell'ambito della Piattaforma della Danza e', invece quello di coordinare e valorizzare le attivita' internazionali, forte dell' attivita' ventennale per immaginare, costruire e sviluppare una rete connettiva di cooperazione che colleghi, in maniera continuativa e stabile la Toscana all'Europa e alle aree piu' vitali della danza e della cultura del mondo. "Una rete per le arti performative che va incontro all'esigenza degli artisti di trovare un terreno di lavoro e un sostegno transnazionale per rapportarne i processi formativi e creativi", secondo Luca Dini, presidente Fondazione Fabbrica Europa per le arti contemporanee. Per il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, "si tratta di un grande lavoro di squadra che ha dato risultati eccellenti. La piattaforma e' un evento culturale di crescita per la nostra citta' e propone un rinnovamento di nuove forme di creatività". Apre la manifestazione, giovedì prossimo, la performer veneta Giorgia Nardin al Ridotto Teatro Verdi, ore 15.30, con 'All dressed up with nowhere to go'. Una creazione che prende spunto dalla visione dei quadri di Hyeronymus Bosch, dalle sue creature bestiali e mostruose, dall'ambiguo rapporto tra bellezza e brutalità. Marco D'Agostin e Sara Leghissa, indagano, invece, attraverso la loro danza, territori inesplorati disegnando nuovi paesaggi da attraversare, senza conoscere mai il punto di arrivo. (segue)