Torino, 24 set. (Adnkronos) - Il Prix Italia in corso a Torino in questi giorni saluta "con grande emozione" Roman Vlad, compositore, musicologo tra i piu' insigni del '900, e padre spirituale del Prix Italia, scomparso sabato scorso. Vlad e' stato, infatti, tra i protagonisti della prima edizione del Prix Italia che si tenne a Capri nel 1948. Per l'occasione fu autore di una composizione musicale espressamente ideata per il Prix, inaugurando cosi' una tradizione che si e' rinnovata fino a quest'anno con il brano appositamente composto da Michele Tadini per il 65° anniversario della manifestazione. Vlad e' sempre rimasto legato e affezionato al concorso internazionale che ha contribuito a fondare: la sua apparizione piu' recente al Prix Italia risale all'edizione di tre anni fa, per la presentazione del documentario 'Roman Vlad e il suono della memoria' di Giovanni Sinopoli, prodotto da Rai 5. In quell'occasione, stimolato da Giovanna Milella, il compositore e musicologo ricordo' a lungo il clima, la passione e gli ideali che portarono nel 1948 a creare il Prix Italia come simbolo dell'unione tra le culture dei popoli europei in una prospettiva di rinascita dopo la tragedia della guerra. Il legame di Roman Vlad con la Rai risaliva al 1942, anno in cui collaboro' per la prima volta con l'Eiar. Vlad si scherniva dall'attribuire eccessivo peso al suo ruolo nelle vicende che portarono all'ideazione del Prix Italia nel 1948. Tuttavia fu proprio dall'amicizia comune e le lunghe conversazioni con Gian Franco Zaffrani (all'epoca dirigente della radiofonia) e con il torinese Alberto Mantelli, intellettuale e critico musicale tra i maestri di Roman Vlad, che l'idea ebbe origine negli ultimi anni di guerra. Da quella prima lontana edizione, il Prix Italia ha mantenuto per 65 anni la sua missione di promuovere l'eccellenza nella radio, nella tv e nel web - ispirati anche dall'esempio e dalla figura di Roman Vlad.




