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Kobe Bryant, il ricordo di Dan Peterson: "L'Italia era la sua forza, quando mi imitava era perfetto"

Gabriele Galluccio
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Dan Peterson è uno dei volti noti che ha raccontato e alimentato il mito di Kobe Bryant in Italia. Intervistato da Repubblica, l'ex allenatore di Milano si è detto ancora molto scosso per la tragica scomparsa di Kobe, morto insieme alla figlia Gianna per lo schianto in elicottero. "Ho pensato molto a lui in questi giorni - ha dichiarato Peterson - ho pensato ai miei 84 anni che sono più del doppio dei suoi. E a dov'ero io a 41 anni, l'età in cui lui è mancato". Correva il 1977 e coach Dan era a Bologna, dove stava guidando la Virtus per l'ultima stagione. Dopo ha fatto il commentatore televisivo, le pubblicità, le convention aziendali. Per approfondire leggi anche: Kobe, la moglie rompe il silenzio Insomma ha avuto tempo per un'altra vita "come sarebbe toccato a Kobe. Avrebbe fatto ancora tanto, non ne vedremo nulla". Peterson aveva conosciuto Bryant a Milano: "Mi presentai e lui 'per me, numero uno'. Imitazione perfetta di quando facevo la pubblicità del tè Lipton". A conferma di quanto Kobe fosse legato all'Italia, dove aveva vissuto dai 6 ai 13 anni al seguito del padre Joe: "Bryant è stato il miglior spot in America per la pallacanestro italiana. Perché non temeva di dirlo in faccia ai suoi compagni: sono più forte di voi perché non sono solo un giocatore americano, ma anche europeo. Più preparato sui fondamentali, più attento al gioco, ai suoi dettagli. Qui si è formato come giocatore e l'ha sempre riconosciuto. Faceva nomi di allenatori e non erano quelli noti, ma i suoi istruttori di minibasket, delle giovanili".

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