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Federico Chiesa, ecco come cambia la Juventus: effetto-domino, ecco i "big" che resteranno fuori

L'acquisto di Federico Chiesa firmato Juventus è un paradosso. Primo perché sembra figlio di un'idea estemporanea più che di una programmazione, come conferma l'annuncio all'ultimo giorno di mercato, eppure è il più importante della sessione dei bianconeri sia per l'esborso (50 milioni, pur spalmati in 2+8 di prestito biennale e 40 di riscatto obbligato in caso di qualificazione in Champions) che per il ruolo in campo. Pirlo infatti si affida al 22enne per chiudere il coraggioso cerchio tattico da lui disegnato: il 3-4-1-2, per cui mancavano esterni a tutta fascia. Proprio lì a destra giocherà l'ex viola, come agli esordi a Firenze e nelle ultime gare con Iachini. Il secondo paradosso è che Chiesa è stato scelto per risolvere un rebus nonostante sia a sua volta un rebus.

 

È infatti un giocatore ancora privo di un'inquadratura tattica precisa - poco prolifico per giocare da ala in una grande, mai oltre i 12 gol stagionali, poco difensivo per coprire tutta la fascia - come molti altri bianconeri. Troppi, a dire il vero, il che ha reso difficile il lavoro di Sarri e non facilita il compito al neofita Pirlo, che però stando alle dichiarazioni d'intenti e alle prime scelte pare un tecnico flessibile: il 3-4-1-2 sembra piuttosto liquido, se è vero che in fase difensiva diventa un 4-4-2. Di fatto, Chiesa contenderà il posto a Cuadrado o verrà dirottato a sinistra come quest' ultimo nel caso in cui Alex Sandro dovesse mancare. Il quarto dovrebbe essere Bernardeschi, che Pirlo ha intenzione di riciclare da esterno come nei primi tempi in Viola. Il fatto è che nessuno di questi interpreti nasce come nel ruolo di "quinto": sono tutti ex esterni offensivi o ex terzini. Il beneficio che può portare Chiesa è soprattutto il dirottamento di Kulusevski, che non ha reso a centrocampo e lì rischia di essere sprecato. Lo svedese è un predestinato a patto che venga impiegato da ala offensiva. Ecco però l'inghippo: questo ruolo, in questa Juve di Pirlo, non è previsto.

 

QUANTE FORZATURE
Solo il passaggio al 3-4-3 risolverebbe il dilemma. Il sacrificato diventerebbe Ramsey sull'altare di Kulusevski, che a destra comporrebbe il tridente con Dybala, rispolverato centravanti come ai tempi del Palermo, e Ronaldo. È la Juve alternativa nella mente di Pirlo, ancor più logica della prima perché valorizza lo svedese, ma altrettanto azzardata per via della trazione anteriore degli esterni a disposizione, ad eccezione di Alex Sandro (Danilo è stato promosso come terzo centrale, in attesa di De Ligt). Quindi si torna al paradosso per cui questa squadra assume una forma attraverso una serie di forzature, avendo giocatori ibridi, e lo fa aggiungendone uno: Chiesa, appunto. In più, manca all'appello un nome illustre: Morata. Il quale, a questo punto, sembra essere ridotto a riserva di Dybala, nulla di più. Va da sé che qualcuno rimarrà fuori, ed è giusto che sia così in una grande squadra a patto di riuscire a tenere tutti sulla corda e a dare continuità al progetto: per una formazione in costruzione, l'eterno cambiamento è un rischio, soprattutto se aggiunto ad una rosa difficile da amalgamare.