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Adriano Panatta, "per chi ha votato Sinner". Europee, clamorosa soffiata

Roberto Tortora
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Ci ha abituati a sorridere, ma anche a discutere con le sue opinioni senza peli sulla lingua. In fondo, è quel che ti aspetti da un campione vero, che ha fatto la storia nel suo sport. Stiamo parlando del tennis e di Adriano Panatta, vincitore della Coppa Davis e del Roland Garros nel mitico 1976, uno dei più grandi tennisti italiani di sempre.

Alla fine del torneo sull’erba rossa di Parigi ha dato, come sempre, i suoi pareri e non solo per quanto visto con la racchetta da Alcaraz e compagni, bensì anche per il… look. Eh già, perché anche la forma conta, oltre alla sostanza e il primo a finire sotto la scure “panattiana” è il greco Stefanos Tsitsipas, fermatosi ai quarti di finale contro il futuro campione Alcaraz. 

 

 

 

Questo il giudizio di Panatta, che non risparmia nemmeno il vincitore spagnolo: “Il look di Tsitsipas al Roland Garros? Quando giocavamo noi, eravamo più eleganti. Ho visto il greco che sembrava l’Ape Maia, poi Alcaraz con un pantalone giallo e una maglietta grigia, anonima e orrenda. A parte le scarpe, che ormai sembrano Arlecchino”. Non si pensi che sia un giudizio di parte, perché Panatta ne ha anche per il nostro Jannik Sinner: “Con ‘sta maglietta color ruggine non è che sia elegantissimo. Dmitrov sembrava uno che va sullo skateboard. Capisco gli obblighi contrattuali, ma sono poco eleganti”.

 

 

 

Dalla moda alla politica, Panatta si esprime così sul primato del nostro Sinner: “Jannik primo nella classifica mondiale? Vedo che anche i politici fanno dichiarazioni. Chissà per chi avrà votato alle elezioni europee. Sarà sicuramente europeista, è un cittadino del mondo”. Infine, la considerazione sul passaggio di testimone, da Djokovic a Sinner: "È stato come un parto. Siamo non felici, di più: una botta pazzesca per il tennis e per lo sport italiano. Eravamo veramente in pochi su quel carro fino a un paio di anni fa, poi ci si buttano tutti".

 

 

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