Alexis Saelemaekers si è preso il Milan con continuità, duttilità e intelligenza tattica, diventando uno degli uomini chiave del nuovo corso rossonero guidato da Massimiliano Allegri. Rientrato a Milanello dopo due stagioni in prestito tra Bologna e Roma, l’esterno belga ha trovato nel 3-5-2 disegnato dal tecnico livornese il sistema ideale per esprimersi, agendo a tutta fascia sulla destra e garantendo equilibrio, corsa e qualità.
In una lunga intervista, Saelemaekers ha ripercorso le tappe della sua formazione, partendo dalle radici calcistiche: “Dai 6 ai 15 anni mai alzare la palla, costruzione da dietro e non importa se da un errore nasce il gol degli altri”. E ancora: “Ti insegnano a giocare in tutti i ruoli per comprenderne le difficoltà e le specificità. L’aspetto tecnico prevale su tutto, vincere non interessa a nessuno”. Un percorso che cambia con l’età: “Dai 15, 16 anni in avanti si passa alla ricerca del risultato, alla vittoria, ma con alle spalle dei principi chiari”.
Centrale nel suo presente è Allegri, allenatore che lo ha messo subito al centro del progetto: “Lui insegna la cattiveria, quella agonistica, e a mantenere alta la concentrazione. Sempre”. Saelemaekers sottolinea anche l’impatto mentale: “Fin dal primo giorno si lavora per vincere” e “Allegri ti cambia la testa”. Non mancano riferimenti ai compagni: “Modric ha vinto tanto… ma mostra un’umiltà nel lavoro di tutti i giorni”, mentre su Leao chiarisce: “Vive di alti e bassi… ma non è uno che si risparmia”.
Affetto anche per Pioli: “Mi fece giocare con continuità” e uno sguardo agli avversari: “Il Como mi ha colpito… mi ricorda il Barcellona 2010”. Sul calcio, Saelemaekers non ha dubbi: “Vincere. Ci si ricorda solo di chi ha vinto”. E sul Var: “Ha corretto e migliorato alcune decisioni arbitrali, ma non è ancora perfetto”. Parole chiare, come il suo ruolo nel Milan.