La leggenda è tornata. Anzi, non si è mai fermata. La clamorosa vittoria di Novak Djokovic su Jannik Sinner nella semifinale degli Australian Open ha ribaltato pronostici e certezze, restituendo al tennis un Djokovic feroce, lucido, immortale. Un successo al quinto set che ha interrotto la corsa dell’azzurro verso una finale annunciata e che ha riacceso il dibattito su cosa significhi davvero essere un campione assoluto.
A leggerla senza giri di parole è Adriano Panatta, che nel podcast La Telefonata ha analizzato la partita partendo dall’impresa del serbo. “Il fenomeno ha sconfitto l’uomo imbattibile: farlo a quasi 39 anni è fuori dal mondo“, ha detto l’ex campione azzurro, sottolineando come Djokovic abbia saputo trasformare le difficoltà in energia pura nei momenti decisivi.
Jannik Sinner, Paolo Bertolucci lo stronca: "Troppo attendista..."
Sfuma la finale degli Australian Open per Jannik Sinner. L'azzurro n.2 del mondo è stato battuto nella semifi...Secondo Panatta, il match si è deciso tutto lì: nella capacità di Djokovic di esaltarsi sotto pressione e di far pesare ogni singolo punto che contava. Sinner, al contrario, ha pagato le occasioni mancate e un filo di rigidità nei frangenti chiave, proprio quando il livello emotivo della sfida si è alzato.
Jannik Sinner, clamoroso: cosa gli ha sussurrato all'orecchio Djokovic
Jannik Sinner ha perso al quinto posto nella semifinale degli Australian Open contro Novak Djokovic. Il tennista serbo s...Poi il paragone, destinato a restare. “Quando Djokovic gioca un torneo, almeno una partita la guardo sempre. Contro Musetti ho pensato fosse stato molto fortunato, e allo stesso tempo sfortunato Lorenzo. Contro Jannik, prima della partita, quasi mi dispiaceva per la batosta che pensavo avrebbe preso. E invece... Lui è il crotalo, il serpente a sonagli. Sta fermo, non vuole che gli rompano i cog***. Ma se lo stuzzichi, si alza, fa rumore con la coda e ti uccide“, conclude Panatta. Nulla da aggiungere: l'immagine è clamorosamente efficace.




