Se lo show che ha aperto le Olimpiadi invernali ha lasciato a bocca aperta i telespettatori di tutto il mondo- alcune stime parlavano alla vigilia di un audience di 2 miliardi di persone - è stato anche merito suo. Anzi, senza nulla togliere al regista Marco Balich e ai suoi colpi di scena, è stato soprattutto merito suo. Perché il Meazza si è confermato ancora una volta uno scenario unico.
Unico per il calcio, visto che il design della casa di Inter e Milan è meta di pellegrinaggio laico dai turisti di tutto il mondo che capitano in città. E straordinario anche per i concerti, se pensiamo all’acustica unica che ha fatto innamorare Bruce Springsteen e un lungo esercito di star italiane e internazionali. Mariah Carey e Laura Pausini, abituate a esibirsi negli stadi di tutto il mondo, si sono sentite a casa.
L’apertura dei Giochi 2026 combinando sport, spettacolo e musica- non poteva dunque trovare uno sfondo migliore. Se lo meritava, il caro e vecchio Meazza. Il suo destino è già scritto: Inter e Milan costruiranno il nuovo stadio proprio accanto a San Siro, ed entro il 2032 (sempre se il cronoprogramma non subirà altri rinvii) lo stadio costruito nel 1926 e poi progressivamente ampliato verrà demolito quasi interamente. Ne resterà solo una piccola porzione, a memoria di ciò che è stato. Ed è significativo che prima di passare a miglior vita il Meazza sia diventato “stadio olimpico”, con il fascino di quei cinque cerchi intrecciati e sospesi in volo sopra il terreno di gioco.
All’inizio del travagliato iter che ha portato Inter e Milan a propendere per la costruzione del nuovo stadio, era ancora in dubbio lo scenario di una apertura dei Giochi nel nuovo stadio milanese. Tanto che nel dossier di candidatura, dopo la vittoria del 2019 sulla Svezia, per tanti anni c’è stato un asterisco vicino alla sede della cerimonia inaugurale.
San Siro o l’impianto del futuro? Adesso possiamo dirlo: è stato un bene che le delegazioni degli atleti abbiano sfilato dentro il vecchio Meazza. Senza contare che l’entrata con la torcia di Beppe Bergomi e Franco Baresi, uno accanto all’altro, ha commosso generazioni di tifosi. Il nostro nuovo stadio “olimpico” ha meravigliato il mondo. Ancora una volta.
L’ingresso della torcia olimpica
— Eurosport IT (@Eurosport_IT) February 6, 2026
Franco Baresi e Beppe Bergomi
Paola Egonu, Anna Danesi e Carlotta Cambi
Simone Giannelli, Simone Anzani e Luca Porro pic.twitter.com/AlG76TuGJL




