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Milano-Cortina, "ma oggi non si vince niente?": italiani, state buoni!

di Fabrizio Biasinmartedì 10 febbraio 2026
Milano-Cortina, "ma oggi non si vince niente?": italiani, state buoni!

2' di lettura

«Ma oggi non si vince niente? Manco un bronzetto?». È bastata una giornata di scarsa gloria e sono saltati fuori come funghi prataioli gli incontentabili, i pretenziosi, quelli che «ué, azzurri, darsi da fare per cortesia, che qui mica possiamo fare figuracce».

E la verità è che ci siamo abituati fin troppo bene e non solo negli sport invernali, ma negli sport in generale, persino la pelota basca. Il medagliere dice che al momento a Milano Cortina 2026 abbiamo raggiunto quota 9 medaglie, con buona speranza di incrementare il bottino già a partire da oggi (peccato per la coppia azzurra del Curling, costretta a smorzare l’amarezza nella finale per il bronzo). L’obiettivo più o meno dichiarato è di raggiungere- e magari superare- l’antico record toccato a Lillehammer ’94, quando portammo a casa la bellezza di 20 podi. Fattibile? Beh, inutile sbilanciarsi troppo, ma un certo ottimismo è giustificato, non fosse altro che siamo solo all’inizio dell’ambaradan a Cinque Cerchi.

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Fa specie pensare che noialtri, abituati per anni a gioire solo per becere questioni calcistiche, da qualche tempo festeggiamo in ben altri ambiti: l’atletica, laddove eravamo piccini-picciò e ora - tra salti e corse- diciamo la nostra un po’ ovunque; il tennis, ché una volta si gioiva per un quarto di finale in un misero Atp 250 e ora si prova a vincere qualsiasi torneo (e mica solo grazie a Sinner). Ma poi il nuoto, la scherma, il rugby che finalmente è tornato a regalarci delle soddisfazioni e nemmeno dovremmo citare la pallavolo, disciplina azzurrissima per manifesta superiorità (siam bi-campioni del mondo). Insomma, una marea di godimento sportivo che ormai diamo per scontato e, invece, è frutto di un gran lavoro, quello delle singole federazioni e di un movimento che ora spera di “ritrovare” anche i fratelli più indietro: il basket, il ciclismo e - che Iddio ci dia una mano - il calcio dei quattro volte campioni del mondo in cerca di un pass Mondiale che vale tanto, tantissimo, di più.

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